Donna australiana rapita e violentata in Pakistan

La donna rimasta sola senza aiuto è riuscita a scappare grazie al suo istinto di sopravvivenza

Una donna 30enne è stata rapita, costretta a convertirsi all’Islam e violentata ripetutamente dall’uomo che diceva di amarla.

Sequestrata in Pakistan

La protagonista di questa storia assurda è Lara Hall una giovane australiana, volata in Pakistan dopo aver conosciuto on line un uomo che credeva il principe azzurro. Ma la storia è tutt’altra.  Per mesi l’uomo ha sedotto la giovane facendole promesse di una falsa vita lussuosa ma in realtà egli è diventato il suo peggior aguzzino. La donna arrivata in Pakistan è stata subito sequestrata, torturata divenendo una schiava sessuale e costretta a convertirsi all’Islam.

L’incontro con il suo aguzzino

Il nome dell’aguzzino che l’avrebbe violentata per mesi è Sajjad, e sarebbe un parente di una donna che la Hall ha conosciuto nel 2013 (e a cui avrebbe dato alcune lezioni di inglese). Lara hall laureata in giurisprudenza con un futuro brillante davanti a sè ha deciso di lasciare tutto e seguire il suo istinto. In un momento di massima vulnerabilità si è fidata del suo spasimante che dopo aver conquistato la sua fiducia ha deciso di raggiungerlo in Pakistan. Sajjad, sosteneva di essere un famoso avvocato pronto a regalarle un futuro luminoso.

La donna ha raccontata ai media locali “Sajjad è entrato nella mia vita proprio nel momento giusto, quando ero completamente vulnerabile“, Sajjad mi ha stuprato e suo fratello ha tentato di violentarmi in più occasioni. Ero una prigioniera, mi sono stati negati prodotti per l’igiene. Non mi dava cibo a sufficienza, e mi lasciava senza mangiare anche un intero giorno“.  L’uomo aveva pianificato tutto nei minimi dettagli, aveva stretto contatto anche con la gemella della donna e con la nonna in modo da poter rapire Lara.

La fuga e la salvezza

La donna ritrovata un pò di lucidità e facendosi coraggio è riuscita a scappare dal covo in cui era  tenuta segregata riuscendo a raggiungere un ufficio da cui ha chiamato la polizia. Ma le istituzioni in particolare l’ambasciata avrebbero negato il volo per l’Australia. In seguito è  riuscita a contattare  l’Associazione Cristiana Pakistana Britannica che ha aiutato la donna a prenotare un volo.

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