Ora che si staglia sullo scenario il governo Draghi, molti si chiedono cosa accadrà al Reddito di Cittadinanza.
Draghi ha espresso un parere ben concreto circa i sussidi e ha spiegato che: “I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire. Ai giovani bisogna però dare di più perché i sussidi finiranno e se non si è fatto niente resterà la mancanza di una qualificazione professionale che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuro”.
Certo, a primo ascolto, le parole i Draghi sembrano senz’altro riferite al Reddito di Cittadinanza. Però, ciò che se ne evince, è a convinzione da parte di Draghi che tali sussidi non debbano essere fini a se stessi e “senza futuro”.
Ciò che Draghi vuole è, pertanto, un sussidio atto sì a garantire una “sopravvivenza”, ma anche una ripartenza mediante l’inserimento di queste persone nel mondo del lavoro, perché è pur vero che i sussidi non sono infiniti e non si può sperare di fondare una nazione su degli ammortizzatori sociali.
Non ci è dato sapere cosa deciderà Mario Draghi nel caso in cui diventasse presidente del Consiglio, ma ciò che è certo è che se continuerà sulla strada del Reddito di Cittadinanza, esso rappresenterebbe solo un sostentamento temporaneo volto al più grande disegno di inserimento di queste persone nel mondo del lavoro per garantire loro un futuro migliore.











