Erdogan: Grecia usa metodi nazisti contro i migranti

Secondo il presidente turco, la Grecia sta attuando lo stesso comportamento dei nazisti con i migranti presenti al confine.

Dopo il recente incontro con l’Unione Europea, il Presidente turco torna all’attacco sulla situazione dei migranti presenti al confine della grecia. Una dichiarazione di fuoco, probabilmente figlia della delusione scaturita dal vertice con l’UE, che non gli ha dato molte rassicurazioni. Una situazione che potrebbe però cambiare in futuro, visto che entrambe le parti stanno comunque cercando di trovare un accordo.

Erdogan: la Grecia si sta comportando come i nazisti con i migranti

Il presidente turco ha dichiarato, accusando direttamente Atene di violenze sui migranti, che “non c’è alcuna differenza tra quello che hanno fatto i nazisti e le immagini provenienti dalla frontiera greca“. Ha poi aggiunto “sparare e usare ogni tipo di mezzo inumano contro persone innocenti, il cui solo obiettivo è salvare la propria vita e offrire un futuro migliore ai propri figli, è una barbarie“.

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Erdogan ha poi sottolineato che “finché tutte le aspettative della Turchia non verranno soddisfatte in modo tangibile, manterremo le attuali misure alle nostre frontiere“. Ciò significa che tutti i cittadini turchi sono liberi di uscire dalla nazione per cercare di raggiungere l’Europa attraversando il confine con la Grecia. Una situazione che ha creato non pochi disagi, con migliaia di profughi ammassati.

Le richieste di Erdogan

Il presidente turco ha chiesto supporto all’UE ed alla NATO su alcuni temi, non solo quello dei migranti presenti al confine greco-turco. Ma anche per quanto riguarda l’attacco dell’esercito siriano e della Federazione a Idlib. Ankara ha anche stilato una lista dove sono presenti 10 richieste. Tra queste troviamo un maggiore supporto aereo al confine turco-siriano, macchinari come velivoli per la ricognizione e droni insieme a nuove navi nel Mediterraneo orientale.

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Al momento non è chiaro come si concluderà questa situazione, soprattutto per i migranti presenti al confine greco-turco. L’unica cosa certa è che in questi giorni Josep Borrell, l’Alto rappresentate della politica estera dell’Unione Europea, sta lavorando con il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu per trovare un accordo.