Erdogan a Roma tra imponenti misure di sicurezza

Contestazioni aspre da parte della comunità curda

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan oggi è in visita a Roma con lo scopo di rendere più solidi i legami tra la Turchia ed il nostro Paese. Il leader turco accompagnato dalla moglie e da alcuni famigliari, le donne rigorosamente velate come vuole la legge islamica, ha incontrato Papa Francesco in Vaticano questa mattina e nel pomeriggio sono previsti incontri anche con il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Da tanto tempo un leader musulmano non incontrava un Pontefice e per Papa Francesco questo è un chiaro segnale di riavvicinamento tra la cultura cattolica e quella islamica.

Il piano di Erdogan per questo pomeriggio invece è promuovere un nuovo inizio nei negoziati che potrebbero in futuro portare la Turchia nell’Unione Europea; il Presidente turco spera che Gentiloni e Mattarella lo aiutino a convincere le autorità comunitarie riallacciare i rapporti con Ankara. Dopo il fallito golpe del 15 luglio 2016 e la dura repressione messa in atto dallo stesso Erdogan subito dopo, repressione giudicata da tutti i Paesi occidentali liberticida e sproporzionata, sembrava che ormai le chance della Turchia di entrare a fare parte del progetto comunitario fossero definitivamente tramontate ma ultimamente l’impegno turco nella lotta al terrorismo internazionale sta riavvicinando Ankara all’Occidente e di conseguenza si torna a parlare della possibile adesione turca all’Unione Europea.

Tutta la città di Roma è stata blindata per l’arrivo del leader turco ma in questo momento sono in atto alcune imponenti manifestazioni di protesta, da una parte la comunità curda, dall’altra i giornalisti e le associazioni per i diritti umani. I curdi accusano Erdogan di genocidio, anche perché l’aviazione turca sta pesantemente bombardando le enclave curde in territorio siriano e questo ha già causato molte vittime civili, in particolare donne e bambini.

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Le associazioni dei diritti umani lamentano una repressione sena precedenti in Turchia che ha già portato in carcere molti oppositori politici del Presidente, accusati di essere coinvolti nel golpe o spie; i prigionieri sono stati ammassati in stanzoni sporchi e torturati. I giornalisti invece chiedono la fine della censura che ha portato in carcere molti giornalisti ed ha costretto alla chiusura quasi tutte le maggiori testate di opposizione, sia radiofoniche, televisive o cartacee.

Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com