Federica Mangiapelo, i giudici: “Il fidanzato Marco Di Muro la picchiava per ‘educarla’”

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Emergono agghiaccianti dettagli – ma non insoliti in un femminicidio – sulla burrascosa relazione tra Federica Mangiapelo, la 16enne trovata morta sulle sponde del lago di Bracciano, vicino Roma, il 1° novembre 2012, e il suo fidanzato Marco Di Muro, barista 25enne condannato a 18 anni con l’accusa di averla uccisa – il giovane non ha mai confessato. I giudici hanno scritto che Di Muro è un ragazzo molto violento, che picchiava Federica “in continuazione per ‘educarla’”. L’avrebbe picchiata anche la sera dell’omicidio, per poi affogarla nel lago a causa della propria ossessiva gelosia. In precedenza l’assassino avrebbe anche voluto che la vittima si suicidasse con lui – vista la natura violenta del ragazzo, i genitori di Federica si opponevano al suo legame con la figlia.

D’altra parte Federica si sentiva la pecora nera della famiglia, perchè non aveva terminato gli studi preferendo l’indipendenza economica che le avrebbe consentito di andare a convivere con Di Muro, anche se questi la trattava “come una cosa sua”. Lo aveva rivelato la stessa adolescente ad un’assistente sociale, che aveva iniziato a seguirla per decisione del Tribunale dei Minori come persona problematica.

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Marco Di Muro però non voleva neanche che Federica Mangiapelo, per stare con lui, facesse parte della cooperativa dove lavora sua madre o frequentasse una scuola per parrucchieri.

Inoltre è emerso che una volta il giovane aveva chiuso la ragazza nella propria auto, chiedendole in quella circostanza di suicidarsi insieme, mentre in altre due occasioni l’aveva segregata in casa della madre, sottraendo le chiavi e abbandonandole in un campo.

Poi il tragico epilogo: dopo una festa l’ennesima lite, per un bacio della 16enne non ricambiato da quello che di lì a poco sarebbe diventato il suo carnefice. Gli investigatori, stando anche al racconto di Di Muro, hanno stabilito che dopo aver bisticciato, i due ragazzi si erano separati, ma poi si erano rivisti a Vigna di Valle, luogo che usavano sempre per stare insieme. A quel punto il barista di 25 anni tenta di spogliare la fidanzata minorenne, lei si ribella e ciò scatena la furia del giovane, che picchia e infine affoga Federica.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).