Gandoli – Un tuffo nelle acque gelide ma non è solo edonismo (Foto)

Le foto del tuffo di fine anno a Lido Gandoli

Le foto e le dichiarazioni rilasciate dal coordinatore del comitato, Antonello Ciavarelli, in merito al tuffo di fine anno a Lido Gandoli

La nota stampa del comitato cittadino Taranto Redenta

Anche quest’anno gli amici del comitato cittadino Taranto Redenta hanno aderito all’iniziativa promossa dal prof. Valerio Buzzacchino immergendosi nelle fredde acque di Lido Gandoli.

Dunque, gli aderenti al Comitato cittadino Taranto Redenta, hanno partecipato al tradizionale bagno di Capodanno al mare per salutare l’anno che ci lasciamo alle spalle e come buon auspicio per un anno che verrà di serenità per tutti i cittadini.

Il tuffo di fine anno? Simbolo di speranza, di rispetto dell’ambiente, di salvaguardia della salute e di riconoscenza nei confronti del territorio tarantino

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Quest’anno in particolare si vuole trasmettere il senso di riconoscenza per i doni che il territorio di Taranto continua a dare ai suoi cittadini, nonostante il tanto male che gli è stato inflitto negli ultimi decenni. La speranza, che nasce dal piacere di vivere le bellezze del territorio, è che nel 2018 i cittadini possano comprendere che dal rispetto dell’ambiente e dalla salvaguardia della salute scaturiscono sicuramente le ricchezze economiche.

L’augurio che facciamo è che i tarantini possano riscoprire la dignità di popolo, rifacendosi a quell’amore per il territorio che fino al 209 a.C. fecero di Taranto la culla e, al contempo, la capitale culturale ed economica del Mediterraneo

Senza considerare prioritario l’ambiente e la salute, vi è miseria umana, mancanza di senso di libertà e frustrante ricatto sociale. Il fatto di bagnarci nelle zone dove sbarcarono gli spartani per fondare Taranto nel 706 a.C. non è casuale. L’augurio che i tarantini riscoprano la dignità di popolo, rifacendosi a quell’amore per il territorio che fino al 209 a.C. fecero di Taranto la culla e, al contempo, la capitale culturale ed economica del Mediterraneo.

Le dichiarazione del coordinatore cittadino di Taranto Redenta, Antonello Ciavarelli

“Non vuole essere solo un gesto goliardico – spiega Antonello Ciavarelli, coordinatore cittadino di Taranto Redenta lo si considera soprattutto un modo per promuovere la nostra cultura più che bimillenaria. Su queste sponde sbarcò Falanto, lo Spartano, fondatore della nostra città che per 500 anni fu la capitale economica e culturale dell’occidente. In queste zone venivano a passare l’inverno i nobili Romani. Ma soprattutto si avverte la responsabilità di custodire e salvaguardare le bellezze che sono state ricevute e che si dovranno consegnare alle prossime generazioni unitamente ai sentimenti di amore e di appartenenza a questo bel territorio”.