Società e cultura
Giovanna Botteri ritratta come una Superwomen

Giovanna Botteri, con microfono ed occhiolino, ritratta come una Superwoman. Un nuovo murales dello street artist Lediesis a Firenze, interamente dedicato alla corrispondente Rai in Cina. Ha il microfono posizionato sopra la “S” di Superman e fa l’occhiolino.
Giovanna Botteri entra, così, a far parte dell’immenso gruppo di Superwomen delle strade d’Italia, opera del collettivo di street art.
Il murale, è stato esposto, vicino alla sede fiorentina dell’Ordine dei giornalisti.
Le artiste, dichiarano che Giovanna Botteri, è una giornalista spesso oggetto di critiche alquanto superflue, a causa del suo aspetto non minuziosamente curato, come i canoni superficiali e fantasmatici vorrebbero imporle.
Molte altre, le donne alle quali hanno hanno dedicato murales: dalla Callas alla Magnani, da Frida Kahlo a Liliana Segre, ed anche ad alcuni uomini come Martin Luther King e Pietro Bartolo, il medico dei migranti di Lampedusa.
Tutte personalità che si sono contraddistinte per aver contribuito a modificare un mondo in lotta contro stereotipi insignificanti, spesso nelle mani del marcio della società.
Dal Kosovo all’Iraq, Giovanna Botteri ha documentato le bombe su Baghdad, ha seguito importanti accadimenti internazionali, come il crollo dall’Unione Sovietica, l’inizio della guerra d’indipendenza in Croazia, la guerra in Bosnia, l’assedio a Sarajevo, dove ha documentato l’incendio della Biblioteca Nazionale.
È stata corrispondente negli Usa poi in Cina, raccontando i giorni bui della pandemia, rispondendo con con grande eleganza e finezza alle molteplici critiche di cui è stata vittima, non per il suo lavoro giornalistico, ma bensì per la sua estetica, dimostrazione di quanto il mondo, spesso, sia solo apparenza e purtroppo, poco essere.
Giovanna Botteri risponde alle critiche ricevute
Lo ha fatto con una lettera pubblicata sul sito dell’Unione Sindacale Giornalisti Rai: “Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste, quelle televisive soprattutto, hanno o dovrebbero avere secondo non si sa bene chi. Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista. A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere. ‘Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi ed inconsistenti che non la meritano. Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne“.
Il murale dedicato alla Botteri , vuole essere un messaggio alle persone comuni, affinché possano agire in prima persona, perché in fondo, ognuno di noi ha dei superpoteri.









