Estero
Hamas attacca Israele, Tel Aviv risponde e bombarda Gaza: è scontro aperto. Oltre 40 morti

Un attacco senza precedenti che ha colpito a freddo Israele, uno stato notoriamente militarizzato e pronto a scenari di questo tipo. All’alba del mattino di sabato 7 ottobre, l’organizzazione paramilitare Hamas ha attaccato Israele tramite una raffica di razzi, oltre 5000 secondo gli stessi palestinesi. Nel mentre, oltre un migliaio di miliziani si sono infiltrati in Israele oltrepassando il confine e addentrandosi nei kibbutz di varie città, tra cui Sderot, dove tra l’altro, come riferisce Haaretz, continuano i combattimenti tra esercito israeliano e membri dell’organizzazione. Per il modo con cui è avvenuta e per l’inaspettata incapacità di Israele di prevederla, questa è una delle operazioni militari contro Tel Aviv più gravi degli ultimi anni.
L’organizzazione paramilitare Hamas che controlla anche politicamente la Striscia di Gaza ha avviato l’operazione denominata “Tempesta al-Aqsa” che sarebbe stata causata dalla “profanazione dei luoghi santi di Gerusalemme Est” (tra cui la Moschea al-Aqsa, luogo di culto per i palestinesi), ha detto Mohammad Deif, uno dei capi dell’organizzazione. Inoltre, l’azione militare sarebbe stata portata avanti per il rifiuto di Tel Aviv di rilasciare i prigionieri palestinesi. Questa, peraltro, sarebbe la condizione del rilascio dei cittadini israeliani precedentemente catturati, ha detto un portavoce delle milizie.
Almeno 40 morti tra i civili in Israele, mentre decine di persone secondo il servizio di soccorso israeliano sono in cura negli ospedali al confine con la Striscia. Secondo quanto riferito, gli incursori provenienti da Gaza avrebbero preso in ostaggio diversi cittadini israeliani poco dopo che Hamas aveva colpito obiettivi al di là del confine. Diversi blindati israeliani sarebbero stati catturati mentre quattro soldati presi in ostaggio. A essere operative nelle battaglie urbane sono perlopiù le Brigate Al-Qassam, le forze d’élite di Hamas.
Fonti mediche del ministero della sanità palestinese riferiscono che oltre 198 persone sono morte e altre 1.610 sono rimaste ferite a causa della risposta di fuoco israeliana portata avanti grazie a un’ondata di attacchi aerei contro postazioni di Hamas a Gaza. Il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant ha avvertito l’organizzazione palestinese dicendo di aver commesso “un grave errore”. In un videomessaggio dal quartier generale dell’esercito a Tel Aviv il premier Benjamin Netanyahu, dopo aver convocato alle ore 8 una riunione di emergenza, ha detto che Israele si trova in guerra e ha invitato i riservisti – che nel Paese sono la maggior parte della popolazione – a prepararsi allo scontro.
Poco dopo l’annuncio di Netanyahu, le forze armate israeliane hanno avviato una serie di attacchi contro Gaza. Oltre 2000 razzi sarebbero partiti da Israele contro la Striscia. “Decine di aerei da combattimento dell’IDF stanno attualmente colpendo una serie di obiettivi appartenenti all’organizzazione terroristica Hamas nella Striscia di Gaza“, hanno detto le forze armate israeliane.
L’ultimo scontro in ordine temporale tra le compagini in lotta da più 80 anni è avvenuto in Cisgiordania non molte ore fa. A sud di Nablus, città facente parte dei territori occupati da Israele dalla Guerra dei Sei giorni del 1967, i militari israeliani hanno ucciso un ragazzo palestinese di 19 anni che in precedenza aveva lanciato pietre contro un mezzo militare.








