Immersa nell’azzurro: l’Isola Madre

Un itinerario sull'isola Madre, tra piante esotiche, antichi dipinti, bambole e arredi d'epoca

E’incastonata nell’azzurro del lago Maggiore la più grande delle isole Borromee, l’isola Madre, dal verdissimo parco rigoglioso per le sue specie botaniche provenienti da tutto il mondo, che ospita un antico palazzo del Cinquecento, forse il primo che fu abitato, popolato di arredi d’epoca.

Già il giardino affascina per la frescura dei viali  ricchi di specie esotiche, in questa stagione profumate dalle fioriture, in parte all’italiana, a terrazze, e in parte all’inglese. Le piante provengono prevalentemente dall’Asia. L’isola infatti gode  di una specie di microclima per la sua posizione in mezzo al lago.

Attraversandola si percorre il viale d’Africa, popolato di essenze tropicali. Si giunge così al piano delle Camelie, una vasta collezione di camelie dalle fioriture di origine giapponese: se ne trovano qui oltre cinquecento specie diverse ….Nell’antica darsena c’è ancora una barca che ha una forma molto simile  a quella di una gondola veneziana. Quando i Borromeo vi soggiornavano,veniva utilizzata dai servitori per accogliere gli ospiti che provenivano dal lago.

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Da una collinetta si gode la vista dei rododendri e delle azalee dai colori splendidi, mentre in un boschetto vicino si scorgono  dei bellissimi fagiani colorati, originari della Cina. Sorprendono anche due enormi tassi della Florida dalle ampie radici e da un lato, la pianta da thè, la Camelia Sinensis.

Antistante all’ingresso del palazzo, magnifici pavoni colorati sostano sul piazzale detto “dei Pappagalli”. Qui un enorme albero purisecolare, un cipresso del Kashmir, esemplare unico al mondo, fu colpito nel 2006 da una fortissima tromba d’aria, ma venne rimesso in piedi  e ora sembra addirittura rifiorire .

All’interno del palazzo , sorto nel Cinquecento, bisogna salire al primo piano per affacciarsi alla bella loggia in stile tardo-rinascimentale. Attraverso la sala del Biliardo pian piano si torna indietro nel tempo, entrando in quella del Ciclo delle Stagioni, per i quattro dipinti di pittori fiamminghi del 1600 che le rappresentano, ed un arazzo del Cardinal Federico Borromeo, cugino di Carlo, rievocato da Alessandro Manzoni ne “I Promessi Sposi”. Procedendo sorprende in una vetrina una magnifica collezione di bambole della principessa Bona Borromeo , che è l’attuale proprietaria delle isole. Le bambole costituiscono una vera testimonianza dei costumi dell’epoca Ottocento, per le mantelline, i pizzi, gli scialli, i cappelli e gli abitini dalle ampie gonne…Un altro spettacolo  è rappresentato dalle sale dei teatrini, un passatempo molto amato dalla famiglia, tanto che spesso si trovano vetrinette che ospitano  marionette di vario genere. Numerosi sono anche i ritratti di famiglia nello studio della contessa Clelia Borromeo. 

Nell’ultima sala infine mirabili sono le lunette che rappresentano le virtù umane di scuola lombarda seicentesca, per finire con la guardia del palazzo dalla originale divisa, ed il bastone che batteva sul pavimento per annunciare l’ospite in arrivo. Ammirevoli sono anche le rifiniture in  cotto della Cappella Sepolcrale  di famiglia dell’800.

Un magnifico grande albero, il giunco biloba, ci saluta prima di lasciare la bella Isola Madre.

Grazia Paganuzzi

 

Sono una giornalista pubblicista dal 1991 laureata in Pedagogia, specializzata in turismo culturale: antichi centri storici e borghi d'arte, residenze d'epoca, castelli, mostre d'arte, storia e musica... Ho viaggiato in Italia, Area Mediterranea, Europa e Centr'America. Ho un mio sito: "voyagedart.com".
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