Nella puntata di “Stasera Italia” del 31 agosto, condotta dall’affascinante e sempre più brava Veronica Gentili, si è affrontato uno degli argomenti maggiormente dibattuti di questa estate: la ripresa degli sbarchi, che hanno portato al collasso l’isola di Lampedusa. È sicuramente tema della campagna elettorale per le regionali, e quindi enfatizzato nella diversità delle due posizioni, ma tra i vari interventi, qualche spunto di riflessione oggettiva e personale può essere colto.
Le navi sono opportune per la quarantena?
Nell’hotspot dell’isola, ci sono ancora oltre 1200 migranti, dopo che 300 sono stati trasferiti in altre sedi e, per coloro che risultano positivi al test Covid-19, sono state messe a disposizione altre tre navi per la quarantena. A questo proposito, è intervenuto Massimo Galli, Direttore reparto Malattie Infettive Ospedale Sacco di Milano: «Ho espresso più volte delle perplessità sull’uso delle navi, anche se mi rendo conto che in assenza di meglio, si deve fare così. Ma una nave non è il posto migliore per fare una quarantena. Nel momento in cui saltasse fuori un focolaio, diventa difficile circoscriverlo e anche la storia recente lo dimostra»
Le nuove eroine della sinistra: tedesche, belle e tatuate!
Intanto, le ONG tornano a solcare il Mediterraneo, sponsorizzate da personaggi dello spettacolo e guidate dalle nuove eroine della sinistra. Ora è il momento di Pia Klemp, anche lei tedesca come Carola Rackete, al comando della nave Banksy. Non poteva mancare Oliviero Toscani, il fotografo e guru della comunicazione Benetton, che non si domanda perché sia crollato il ponte di Genova con 43 morti, ma sogna una nave tutta sua per “andare a prenderli”.
Il commento di Susanna Ceccardi
Il primo commento è stato di Susanna Ceccardi, candidata Lega per la regione Toscana, che riduce la presenza di questi artisti ad operazioni di marketing. In effetti, pur non volendo generalizzare, è difficile credere che agli assidui frequentatori della Costa Smeralda e delle più sfarzose e costosissime feste romane, interessi il sogno di pakistani, nigeriani, libici e tunisini per una vita più prospera. Avrebbero credibilità se anche nel passato, e magari in silenzio come dovrebbe essere la carità, si fossero adoperati per aprire il portafoglio e dare una mano al “Cottolengo”, ad esempio. Questa generosità non risulta e sorge il dubbio che la Ceccardi abbia ragione, che tanta partecipazione abbia motivi estranei alla finalità che si prefigge.
Solidarietà e marketing
Sul marketing vestito da solidarietà, poi, il nostro Paese propone le forme più articolate e fantasiose: dal cuoco che offre un pranzo ai medici del pronto soccorso, per ringraziarli dell’eroico sacrificio al tempo del Covid – dopo specifica conferenza stampa, interviste televisive e aver annunciato l’apertura di un nuovo locale – ad attori e cantanti che nelle loro performance solidali, per sbaglio infilano la notizia dell’ultimo film o dell’ultima incisione discografica in uscita.
Che fine faranno gli emigranti clandestini?
Nel suo commento, la Ceccardi suggerisce anche un altro elemento di riflessione e si chiede se «queste persone, che aiutano gli scafisti a far sbarcare gli emigranti sulle nostre coste, si domandino che fine faranno? Che sbocchi di lavoro avranno? Che futuro troveranno, in Europa e in Italia, visto che la disoccupazione sta crescendo, tantissime aziende stanno chiudendo e molte altre dovranno licenziare. Quali prospettive per questi migranti, oltre quelle offerte dalla criminalità organizzata?» La questione pare non interessare.
Il commento di Pierferdinando Casini
Sullo stesso tema, interviene un esperto navigante della politica: Pierferdinando Casini. «Quando fui candidato nel collegio di Bologna, con l’appoggio del centrosinistra, il Ministro dell’Interno era Minniti, del Pd, che seppe affrontare nel modo giusto il problema dell’immigrazione, ma che fu rimosso con gran velocità proprio dal suo partito. Non si capisce perché – prosegue Casini – di Minniti non si parla più e una parte del centrosinistra quasi se ne vergogna. Minniti è stato il primo a capire che non si poteva affrontare il tema dell’immigrazione con i soliti luoghi comuni».
L’azione di Minniti in Libia
In effetti, tanti si sono chiesti la ragione di questo siluramento verso chi aveva incontrato tutte le rappresentanze della società libica per stipulare accordi di collaborazione e, tramite essi, dare il via ad una sensibile diminuzione degli sbarchi e dei morti in mare. Il centrodestra propose la sua spiegazione: Minniti aveva compromesso il business di tante cooperative sociali; per il centrosinistra non si poteva contestare la linea Salvini e poi far finta di nulla sui campi di raccolta in Libia, veri e propri lager, frutto degli accordi siglati da Minniti stesso.
Richiesta di dimissioni per il Ministro Lamorgese
A chiusura del tutto, giunge la decisione di Forza Italia espressa dal Senatore Aimi: «A Lampedusa la situazione sta letteralmente precipitando. Gli appelli degli amministratori locali continuano a cadere nel vuoto. A questo punto, il Ministro Lamorgese dovrebbe prendere atto del suo fallimento e rassegnare le dimissioni, data l’inadeguatezza con cui sta gestendo una situazione ormai al collasso. Lo abbiamo detto e ripetuto: la Tunisia non è un Paese in guerra e non servono le navi quarantena. Servono imbarcazioni per rimpatri immediati e presidio costante dei confini con Guardia costiera e Marina Militare.»
La mia riflessione è che il tema è assolutamente complesso e non può essere affrontato con superficialità, slogan elettorali e approcci ideologici, ma non è possibile continuare a pensare che l’emergenza non esista e non sono poche centinaia di migliaia di profughi a poter sconvolgere il nostro assetto sociale. La pandemia e la più grave crisi economica dal dopoguerra che s’affaccia, esaspererà gli animi di molti e si profila una “guerra tra i poveri“, che può degenerare nella violenza e nella brutalità del razzismo. Chi ha senso dello Stato e ragiona da statista, e non da filosofo dell’utopia, deve saper prevedere questi sviluppi e approntare soluzioni per evitarli, anche con decisioni drastiche e severe.
Massimo Carpegna









