Caso Sea Watch: Carola Rackete è libera

Carola Rackete è libera. E' questa la decisione del Gip di Agrigento

Carola Rackete è libera. E’ questa la decisione del Gip di Agrigento.

Il giudice ha dato le sue motivazioni e sono cadute tutte le accuse che erano state mosse nei confronti della Rackete e che avevano portato al suo arresto.

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“La scelta del porto di Lampedusa non è stata strumentale ma obbligata: non è possibile ritenere i porti della Libia e della Tunisia scali sicuri”.

Le parole di Carola Rackete

Carola Rackete commenta così la sua liberazione “molto commossa per la solidarietà espressa nei miei confronti da così tanta gente”. “Sono sollevata dalla decisione del giudice – ha aggiunto Carola – che considero una grande vittoria della solidarietà verso tutti i migranti e rifugiati e contro la criminalizzazione di chi vuole aiutarli”.

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L’ira di Matteo Salvini

Il ministro dell’interno Salvini ha così commentato la notizia della scarcerazione di Rackete:”Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale – e aggiunge – Non ho parole. Cosa bisogna fare per finire in galera in Italia?. Mi vergogno di chi permette che in questo paese arriva il primo delinquente dall’estero e disubbidisce alle leggi e mette a rischio la vita dei militari che fanno il loro lavoro. Se stasera una pattuglia intima l’alt su una strada italiana chiunque è tenuto a tirare diritto e speronare un’auto della polizia. Pessimo segnale signor giudice”.

Il commento di Luigi Di Maio

Anche Luigi Di Maio commenta la liberazione di Carola Rackete: “Sorprende la scarcerazione di Carola Rakete. Io ribadisco la mia vicinanza alla Guardia di finanza in questo casi – e prosegue – ad ogni modo il tema è la confisca immediata della imbarcazione. Se confischiamo subito la prossima volta non possono tornare in mare e provocare il nostro Paese e le nostre leggi”.

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