Incentivi statali per la rottamazione auto

Incentivi statali alla rottamazione in manovra previsti da M5s e Lega, per chi passerà da un auto di categoria non superiore a Euro 3 a un nuovo veicolo.

Nella manovra finanziaria in discussione alla Camera fra gli oltre 3.700 emendamenti proposti, vi è anche quello sugli incentivi statali alla rottamazione delle auto, per tutti coloro che hanno intenzione di acquistare e immatricolare un nuovo veicolo a partire dall’1 gennaio 2019, fino al 31 dicembre 2020. Nonostante le misure espansive già previste nella legge di Bilancio, la Lega attraverso un emendamento alla manovra che ha come primo firmatario l’onorevole Saltamartini, ha ipotizzato un incentivo di 1.000 euro, 500 finanziati dallo Stato e 500 dai venditori, per rottamare le vecchie auto a benzina da Euro 0 a Euro 3 (anche se dotate di impianti a metano o Gpl).

Ma anche il Movimento 5S ha proposto un suo emendamento a favore di una mobilità più sostenibile, emendamento che prevede un contributo massimo di 6mila euro per la rottamazione di vecchie auto Euro zero. Contributo che scende a 4mila euro per la rottamazione di veicoli Euro 1 e a 3mila euro per quelli Euro 2 o Euro 3. Una misura questa cara al Movimento, come si legge in un comunicato stampa: “La mobilità sostenibile è una delle stelle per il M5S, da sempre al centro delle nostre battaglie. Nell’ottica di una graduale riduzione dell’inquinamento delle nostre città abbiamo previsto incentivi per chi acquista un’auto elettrica e dà in rottamazione il proprio veicolo diesel o benzina. Vogliamo premiare anche chi non riacquista nessuna autovettura e contribuisce a ridurre il numero di autovetture circolanti”.

Della vetustà del nostro parco auto ne è consapevole anche il Ministro dell’ambiente Sergio Costa

che nei giorni passati è intervenuto a favore della rottamazione dichiarando: “Stiamo lavorando con il ministero dei Trasporti, nel totale rispetto delle competenze di ciascun dicastero, sul tema dell’incentivazione e sostituzione delle vetture diesel e benzina fino all’Euro 3. Ritengo che ci sia un buon accordo per trovare una soluzione condivisa da entrambi”, aggiungendo anche di volersi impegnare per una mobilità a zero emissioni, attraverso una maggiore diffusione delle auto elettriche.

Il ritorno degli incentivi statali per la rottamazione auto

Molto atteso in quanto il parco circolante italiano è tra i più vecchi d’Europa, con circa 9 milioni di veicoli su oltre 37.160.000 omologati prima del 2001 e dal momento che negli ultimi anni nulla è stato fatto dai diversi governi, a eccezione di ecoincentivi per veicoli aziendali o agevolazioni per auto elettriche, ibride o a metano (ad esempio sul pagamento del bollo). In mancanza di incentivi statali alla rottamazione si sono dovute pertanto, attivare per delle campagne di rottamazione le singole Regioni e Province autonome, ma soprattutto le case automobilistiche e i concessionari

Questi provvedimenti sembrano quindi, voler dare una prima risposta al tema della mobilità sostenibile, tema già presente nel “Contratto di governo” dove è possibile leggere: “È necessario avviare un percorso finalizzato alla progressiva riduzione dell’utilizzo di autoveicoli con motori alimentati a diesel e benzina, al fine di ridurre il numero di veicoli inquinanti e contribuire concretamente al conseguimento e miglioramento degli obiettivi contenuti nell’accordo di Parigi” – e ancora – “È prioritario utilizzare strumenti finanziari per favorire l’acquisto di un nuovo veicolo ibrido ed elettrico a fronte della rottamazione – vendita di un mezzo con motore endotermico o per interventi di retrofit per veicoli a combustione interna”. Facendo infine, riferimento alla possibilità dell’introduzione di “altre azioni di accompagnamento, quali ad esempio meccanismi premiali per l’incentivazione dei mezzi a bassissime emissioni, applicando la regola comunitaria del ‘chi inquina paga’”.

Solo un primo passo quello degli ecoincentivi presente in manovra

per un ambiente più salutare e che dovrebbe avere parere favorevole del Governo, per contribuire al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’accordo sul clima di Parigi, cioè la riduzione dei gas a effetto serra per contenere l’aumento medio della temperatura globale entro i 2 gradi, dal momento che il Vicepremier Di Maio è giunto a ipotizzare l’acquisto nei prossimi anni da parte degli italiani, di un milione di auto elettriche, con un contributo da parte dello Stato di novemila euro, contributo che moltiplicato per il milione di auto previsto, dovrebbe portare il Governo a stanziare per gli incentivi 9 miliardi di euro.

Quanto possa essere realistica e se sarà mai messa in atto una misura di questo tipo è difficile dirlo, visto che oltre alla notevole cifra prevista per il passaggio al milione di auto elettriche circolanti, l’Italia dovrebbe dotarsi anche di una adeguata rete di rifornimento, così da annullare la preoccupazione dei viaggiatori in elettrico circa la presenza di colonnine sull’intera rete autostradale e del loro corretto funzionamento. Contemporaneamente i punti di ricarica in città e fuori dovrebbero iniziare a moltiplicarsi sin da ora, per non parlare della necessità di iniziare a prevedere e a provvedere a un aumento del fabbisogno di energia elettrica.

 

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