Sorpassometro

Senza fretta con il sorpassometro: cos’è, come funziona, cosa rischi e mappa interattiva

Negli ultimi anni, sulle strade italiane, è comparso un nuovo strumento di controllo della sicurezza: il sorpassometro. Non si tratta di un’invenzione fantascientifica, ma di un sistema elettronico in grado di rilevare automaticamente i sorpassi vietati, registrando prove video e inviandole direttamente alla Polizia Stradale. L’obiettivo è ridurre gli incidenti dovuti a manovre azzardate, soprattutto nei tratti più pericolosi.

Cos’è il sorpassometro

Il sorpassometro è un dispositivo di rilevamento che combina telecamere ad alta definizione, sensori a induzione magnetica (spire) installati sotto l’asfalto e un software di analisi in tempo reale. Funziona in modo simile a un autovelox, ma invece di misurare la velocità, si concentra sui comportamenti di sorpasso, individuando:

  • Sorpassi oltre la linea continua;
  • Sorpassi in curve o dossi;
  • Manovre di superamento in condizioni di visibilità insufficiente;
  • Sorpassi vietati per i veicoli pesanti in determinati orari.

Come funziona

Il sistema è composto da più elementi:

  1. Telecamere posizionate su strutture sopraelevate (come ponti o portali), che inquadrano le corsie.
  2. Sensori a terra che rilevano lo spostamento di un veicolo da una corsia all’altra.
  3. Software di analisi che interpreta i dati e individua se il sorpasso avviene in un punto dove è vietato.
  4. Registrazione video di circa 15 secondi: 5 secondi prima e 10 dopo la manovra.
  5. Invio dei dati alla Polizia Stradale, dove un operatore verifica manualmente la violazione prima di emettere la multa.

Il sistema è tarato per ridurre i falsi positivi: per esempio, se un veicolo cambia corsia per evitare un ostacolo o per cause di forza maggiore, l’infrazione può essere annullata in fase di verifica.

Dove sono installati

I primi sorpassometri sono comparsi vicino a Roma, ma oggi si trovano anche su autostrade e statali ad alto rischio, soprattutto in punti noti per incidenti frequenti. Un esempio è la A4 Venezia–Trieste, dove il dispositivo serve a controllare i camion nei tratti in cui il sorpasso è vietato tra le 7 e le 21. In genere, i sorpassometri sono installati in:

  • Curve con scarsa visibilità;
  • Dossi e tratti collinari;
  • Strade a due corsie con linea continua;
  • Punti critici segnalati dalle statistiche di incidentalità.

Sanzioni previste

Le multe per sorpasso vietato sono tra le più severe del Codice della Strada. A seconda della gravità:

  • Sorpasso in violazione di segnaletica (linea continua, curva, dosso):
    • 167 € a 665 €
    • Decurtazione di 10 punti patente
  • Manovra particolarmente pericolosa o recidiva entro 2 anni:
    • Fino a 1.308 €
    • Sospensione patente da 1 a 3 mesi (fino a 6 mesi per i neopatentati)

Se il veicolo invade la corsia opposta senza completare il sorpasso, la sanzione può essere più bassa (da 2 a 4 punti e importo ridotto), ma resta comunque significativa.

Come sono segnalati

Per legge, i sorpassometri devono essere preceduti da segnaletica chiara che ne indichi la presenza. I cartelli possono essere simili a quelli degli autovelox, con indicazioni del tipo “Controllo elettronico sorpassi” o “Sorpassometro attivo”. Se la segnaletica è assente o non visibile, la multa può essere contestata.

Contestazioni e ricorsi

Ricevere una multa da sorpassometro non significa che sia incontestabile. È possibile presentare ricorso:

  • Entro 60 giorni al Prefetto;
  • Entro 30 giorni al Giudice di Pace.

Motivi validi per l’annullamento possono includere:

  • Mancata o errata omologazione del dispositivo;
  • Assenza o cattiva visibilità della segnaletica;
  • Malfunzionamenti tecnici o errori nella registrazione video;
  • Circostanze eccezionali (es. evitare un incidente).

Opinioni e dibattito

Come tutti i sistemi di controllo automatico, il sorpassometro ha diviso l’opinione pubblica. I sostenitori sottolineano che:

  • Riduce i comportamenti pericolosi;
  • Aiuta a salvare vite nelle strade a rischio;
  • Funziona 24 ore su 24, senza bisogno di pattuglie costanti.

I critici, invece, temono:

  • Un uso eccessivo a scopo di cassa;
  • Possibili multe ingiuste per sorpassi effettuati in sicurezza ma in zone vietate;
  • Distrazione del conducente per eccesso di segnali e dispositivi.

Il sorpassometro rappresenta un passo in avanti nella sicurezza stradale italiana, focalizzandosi su una delle manovre più rischiose: il sorpasso. Che lo si consideri un alleato o un “grande fratello” della strada, il consiglio resta sempre lo stesso: rispettare la segnaletica e valutare con attenzione ogni manovra di sorpasso. Così non solo si evitano multe salate e perdita di punti, ma soprattutto si riducono i rischi per sé e per gli altri utenti della strada.

Mappa interattiva

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