Indice di occupazione in Italia, davvero è aumentato?

Cresce l’indice di occupazione in Italia per le piccole e medie imprese

Cresce l’indice di occupazione in Italia per le piccole e medie imprese. A confermarlo sono i dati dell’Osservatorio mercato del lavoro CNA, che rileva, su un campione di 20.500 micro e piccole imprese artigiane, un aumento di 3 punti percentuale nel primo semestre di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2016.

Nel mese di giugno si registra un aumento delle assunzioni legato in particolar modo alla crescita dei contratti a tempo determinato, come anche quelli di lavoro intermittente, che hanno sostituito i vecchi voucher, mentre risultano in calo i contratti a tempo indeterminato di ben 11,5 punti percentuale.

Crescita dell’occupazione, ma molto lieve

Per quanto riguarda il mondo del lavoro in generale, la crescita a giugno 2017 è molto lieve, e si attesta allo 0,1% rispetto al mese precedente, andando a colmare in parte il calo che si era verificato ad aprile 2017. Quindi il tasso di occupazione nazionale si attesta sul 57,8%.

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Questa lieve crescita ha una componente quasi esclusivamente femminile, al contrario di quella maschile che risulta in leggero calo. Andando un po’ più nello specifico, risultano stabili i contratti a tempo indeterminato, mentre aumentano quelli a termine, ma la maggior parte di questi riguarda gli over 50, mentre diminuiscono i nuovi lavoratori nelle altre fasce di età.

Si tratta comunque di dati in continuo divenire, che lasciano ben sperare per il futuro, ma lasciano un buon margine di incertezza. La lettura di questi dati è, infatti, tradotta in diversi modi dagli esperti di settore. C’è chi li vede come un piccolo, ma indicativo segnale di ripresa, mentre altri lo interpretano come una sostanziale stasi del settore lavorativo, che, per mostrare effettivi progressi, dovrebbe avere dati ben più corposi e significativi.

Qualcuno riesce a superare le difficoltà

Sicuramente per chi è riuscito a trovare un nuovo lavoro si trova ora in una condizione economica più rilassante, aumentando così in proprio potere di acquisto e il propri risparmi sui conti correnti. Proprio in relazione a tale aspetto è necessario specificare che il numero di conti online aperti è in un aumento grazie all’abbattimento di buona parte dei costi di gestione (vedi anche esempio  le condizioni di Conto Adesso).

La situazione dei giovani

Nel trimestre da aprile a giugno, infatti, la crescita degli aventi lavoro corrisponde ad un calo della disoccupazione e dei lavoratori inattivi, rispettivamente del 3,9% e dello 0,4%. Il problema principale riguarda il 20% dei giovani, che, in età compresa tra 15 e 24 anni, risultano totalmente assenti da ogni forma di lavoro e studio. Un dato molto allarmante. Sono quei giovani che sono stati totalmente investiti dagli anni della crisi economica, e che pagano anche la decisione dei lavoratori più anziani di ritardare la loro pensione.