Iraq, clinica di Emergency nel Kurdistan iracheno per le vittime delle mine piazzate dell’Isis

Iraqfuturo

Un reportage del Corriere della Sera svela l’impegno di Emergency nella città di Sulaymaniyah, nel Kurdistan iracheno. In questa parte dell’Iraq nel 1994 l’organizzazione umanitaria di Gino Strada ha fondato in un ex vecchia fermata d’autobus una clinica per rimettere letteralmente “in piedi” con delle protesi le persone saltate sulle mine anti-uomo piazzate nei vari conflitti che hanno insanguinato la regione e oggi si occupa in particolare di aiutare le vittime delle mine dell’Isis. Non solo vengono fornite loro le protesi, ma con workshop e laboratori le sia aiuta a riprendere a lavorare e ad avere una vita normale.

Purtroppo va detto che spesso gli ordigni che hanno provocato i terribili incidenti, sono di fabbricazione italiana. In tutto il Kurdistan le mine sono 15 mila e a partire dalla guerra tra Iran – Iraq (22 settembre 1980 20 agosto 1988) sono state soprattutto le montagne e le zone di frontiera i luoghi in cui ci sono state più vittime.

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In questi casi interviene la struttura di Emegency, il Teresa Rehabilitation Center, intitolato a Teresa Sarti, moglie di Gino Strada, scomparsa nel 2009. Vi arrivano tra i venti e i trenta mutilati al mese, che possono essere assisti anche dai familiari, i quali hanno a disposizione delle stanze ed una mensa.

Con l’arrivo di Daesh in Iraq i pazienti – tra cui numerosi profughi provenienti anche dalla Siria – sono tornati ad aumentare, anche perché, come riferisce il personale della clinica, “i jihadisti piazzano le mine ovunque, anche nei frigoriferi dei villaggi”. Perciò gli sforzi di medici ed infermieri del centro hanno dovuto intensificarsi e attualmente sono ancora più duri a causa della crisi petrolifera: gli stipendi dei dipendenti pubblici sono stati tagliati del 75%, mettendo in difficoltà anche chi lavora nell’ambito sanitario.

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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