Isis, video choc: quattordicenne siriano torturato per due giorni dall’Isis

Califatto

Ennesimo video choc dello Stato Islamico, un video realizzato con un telefonino da un “disertore” del gruppo e ottenuto dal network britannico “Bbc”, che l’ha pubblicato sul suo sito online. Anziché servire a meri scopi propagandistici come previsto, ha documentato l’ennesimo orrore dell’Isis.

Mostra un ragazzino di 14 anni, identificato solo come Ahmed,  pestato a sangue e torturato per due giorni da altrettanti terroristi. Il quattordicenne è bendato, legato per polsi al soffitto di una stanza, i piedi a penzoloni nel vuoto, a poca distanza da terra. I due jihadisti accanto a lui sono incappucciati e vestiti di nero: l’uno ha in mano una pistola e un coltello, l’altro un fucile d’assalto Ak-47. Hanno percosso il giovanissimo ostaggio con cinghie e fruste, poi lo hanno addirittura sottoposto a scariche elettriche. Quando il ragazzino gridava, invocando la madre, i jihadisti aumentavano il voltaggio. Volevano fargli “confessare” di aver cercato di eliminare un gruppo di loro complici, così la vittima, sopraffatta dalla paura, ha confessato.

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Poi è stata di nuovo incarcerata e persino condannata a morte, ma miracolosamente un o dei suoi aguzzini l’ha aiutata a scappare. Ora Ahmed si trova in Turchia, parlando dalla quale ha raccontato la propria storia ad un giornalista che si è messo in contatto con lui.

Il ragazzino proviene da Raqqa, città della Siria nord-orientale caduta nelle mani dell’Isis nel luglio scorso. Era stato attirato in una trappola da due uomini sconosciuti il cui scopo era capire se lui fosse affidabile o meno. Poi questi gli hanno consegnato una borsa imbottita di esplosivo per compiere un attentato in un covo di jihadisti, ma è stato subito catturato. Ancora oggi il sonno di Ahmed è disturbato dalle violenze subite: “Quelli fanno finta di essere religiosi ma sono infedeli” , spiega il ragazzino. “Pretendono di seguire le regole proprie dei musulmani, ma non lo fanno. Fumavano sempre. Anzi, picchiano le persone e le uccidono”.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).