Isis, nuovo video con il giornalista britannico rapito in Siria John Cantlie

Cantlie

Fai il giornalista? Allora l’Isis prima ti rapisce, poi, se non ti ammazza prima, può usarti in un reportage per cercare di mostrare come si stia bene sotto il governo dello Stato Islamico. E’ quanto è accaduto al reporter britannico John Cantlie, sequestrato in Siria nel novembre 2012 ed utilizzato per la propaganda del movimento terroristico per mostrare appunto come sia “bella” la vita nella città irachena di Mosul, da quando essa è finita sotto il suo completo controllo più di cinque mesi fa.

Questo è solo uno dei video in cui l’Isis ha mostrato l’ostaggio. Dura 8 minuti e 15 secondi e s’intitola “From inside Mosul” (“Da dentro Mosul”). Fa vedere un Cantlie diverso dai filmati precedenti, in cui il sequestrato appariva smagrito, con la barba incolta e soprattutto indossava la tipica tuta arancione dei condannati a morte: con l’aspetto curato, apparentemente in buona salute e libero di muoversi, l’uomo gira per un suk affollato, pieno di ogni genere di mercanzia e senza problemi di elettricità, visita un ospedale per bambini vittime di guerra (in particolare malati psichici) e, viaggiando per le strade della città irachena su una moto della polizia, deve dire che con l’Isis (che comanda in base alla sharia, la legge islamica) non ci sono mai stati così pochi delitti.

Loading...

Deve anche dichiarare: “So cosa state pensando: lo fa solo perché è prigioniero, ha una pistola puntata alla testa ed è stato costretto. È vero, sono prigioniero, non posso negarlo: ma dato che sono stato abbandonato dal mio governo e la mia sorte è nelle mani dello Stato Islamico, non ho niente da perdere”.

“Sindrome di Stoccolma”, hanno ipotizzato in molti. Certamente una strategia mediatica sempre più sofisticata da parte dei terroristi, che a quanto pare hanno persino fondato una loro emittente televisiva (Al Hayat Media Center) che ha trasmesso il filmato.

 

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
Potrebbero interessarti anche