Kiev riconosce aiuti umanitari russi dopo summit di Berlino

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Si percepiscono i segni di un lieve progresso riguardo la crisi ucraina, nonostante continuino gli scontri nel Sud-Est del Paese, dove la popolazione sopravvive senza elettricità né acqua potabile

In seguito all’incontro-fiume che ebbe inizio ieri nel pomeriggio -perdurato poi per più di 5 ore e concluso durante la notte- fra i ministri degli esteri di Federazione russa, Francia e Germania, sono state raggiunte delle intese di massima ed è stato possibile osservare dei labili progressi riguardo la crisi ucraina. L’entità dei miglioramenti viene confermata tanto dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, il quale ne ha parlato in un comunicato pubblicato sul social network Facebook, quanto dal ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier che ha sottolineato le difficoltà incontrate nel raggiungere l’accordo confermando di fatto che si trattò di una conversazione alquanto complessa. Grazie al concordato sarà possibile avanzare delle proposte per giungere finalmente ad un negoziato che possa essere effettivo.

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Il summit ha avuto luogo presso l’Accademia del ministero degli Esteri tedesco, rivelandosi  un’occasione in cui poter analizzare concretamente la condizione ucraina da diversi punti di vista.  È stato inoltre riservato un particolare riguardo per gli obiettivi di cessazione delle ostilità, affinché si creino i presupposti per un’ accelerazione del processo di un’imminente soluzione politica.

Risultato notevole, conseguenza dell’incontro di ieri, è certamente il riconoscimento, da parte di Kiev, degli aiuti umanitari russi, nonostante nella settimana appena trascorsa vi siano state delle polemiche riguardo la reale entità dei beni umanitari trasportati dai 280 camion del convoglio russo. Lo stesso capo della Nato Anders Fogh Rasmussen in un’intervista della Reuters, dell”11 agosto, alla domanda su quanto considerasse alta la possibilità di un intervento russo su territorio ucraino, egli rispose:”vediamo negli sviluppi russi, il pretesto di un’operazione in forma di missione umanitaria e il crescendo potrebbe portare ad operazioni illegali in Ucraina”.

Il ministro degli Esteri tedesco affermava ieri, prima di entrare nella sala dove si sarebbe tenuto il summit, l’importanza del tentare di fornire una soluzione ai conflitti, e che “ dovranno tutti stare molto attenti a non far scivolare la crisi ancora più profondamente in un confronto diretto tra le truppe regolari di Kiev e le forze armate russe. Questo va evitato ad ogni costo”, sostenendo di fatto il precario equilibrio della questione ucraina.

Il convoglio russo presenta 280 camion -ieri sono giunti al confine i primi 16- diretti nel Sud-Est ucraino nella regione del Donbass comprendente l’oblast di Donec’k e quello di Luhans’k. Entrambe le zone sono controllate dall’esercito di Kiev. A Donetsk i miliziani battono la ritirata, rifugiandosi in gran parte nella città di Lugansk. Tuttavia anche quest’ultima è sotto il controllo di Kiev da quasi 16 giorni. Le due città sono letteralmente logorate dalla guerra, non v’è più né acqua potabile né elettricità né telecomunicazioni. I civili fuggono abbandonando le proprie case, i propri beni e affetti. Secondo il ministero degli Esteri ucraino dagli orfanotrofi della zona, sono stati evacuati 1500 bambini. Mentre oggi i Separatisti filorussi hanno sparato razzi e colpi di mortaio contro un convoglio di civili in fuga da Lugansk. Andrey Lysenko, portavoce del Consiglio Ucraino di Sicurezza Nazionale, ha annunciato la morte di alcune persone, tra le quali anche donne e bambini, sotto il fuoco dell’artiglieria.

L’attacco è stato sferrato tra le città di Svitlivka e Khrashchuvate, situate sulla strada principale che conduce da Lugansk verso la Russia, la medesima strada che con molta probabilità percorrerà il convoglio russo con gli aiuti umanitari.

Mentre sul Mar Nero, l’incrociatore americano classe Ticonderoga (è la principale arma antiaerea di zona della marina statunitense) “Vella Gulf” è entrato oggi nel porto di Batumi ( uno dei porti più importanti del Mar Nero), interessato da un incremento dell’attività militare oltreché dalla presenza sia da parte della Nato che della Russia, come conseguenza della crisi ucraina. Secondo l’ambasciatore degli stati uniti in Georgia, l’incrociatore si troverebbe nel Mar Nero per un addestramento sistematico in collaborazione con la guardia costiera georgiana. Vella Gulf salperà da Batumi il 20 agosto.

Nel frattempo, una portavoce del Governo tedesco a Berlino ha reso noto che la cancelliera Angela Merkel sta considerando la possibilità di accettare l’invito avanzato da Petro Poroshenko di recarsi in visita a Kiev, per discutere con le autorità ucraine della crisi che sta sconvolgendo il loro Paese.

Gli aiuti umanitari russi sarebbero di grande aiuto ai numerosi profughi nell’Est dell’Ucraina. Il ministro delle Politiche Sociali ucraino, Lyudmyla Denisova, ha siglato un’ordinanza in riconoscimento dei cargo russi. In base a quanto dichiarato, i cargo sarebbero coerenti con gli articoli 4 e 5 della legge ucraina sugli aiuti umanitari e secondo il documento sono stati riconosciuti effettivamente come tali. Il capo della delegazione regionale della ICRC nella Federazione russa, Bielorussia e Moldova,Pascal Cuttat, in una missiva ha elencato i prodotti contenuti nei cargo russi, che includerebbero: carne in scatola, grano saraceno, acqua, alimenti per bambini, zucchero raffinato, sale, tè, latte condensato, sacchi a pelo e farmaci. Il carico si aggira intorno alle 2000 tonnellate.