L’urlo di rabbia di un gilet giallo, tutto quello che la stampa non dice

L'urlo di disperazione dei francesi

I gilet gialli continuano la loro protesta, contro il governo, contro il sistema francese che sta opprimendo i cittadini ed impedisce loro di esprimere tutta la loro rabbia.

Purtroppo molto spesso la stampa tradizionale non ci fornisce il giusto filtro con cui vedere la realtà delle cose, di capire come si comportano i gilet gialli e quale è stata la miccia che ha dato il via alle proteste. Schiacciati, lasciati soli e pieni di tasse che non sanno più come fare a pagare, i francesi sono scesi in piazza con tutta la loro forza, animati da buona volontà, per dare una svolta alla loro vita.

Video tradotto e concesso dal deputato M5s Francesco Berti

gillet jaune a Parigi urla la propria rabbia

Non so se le TV italiane faranno passare questo contenuto, quindi l’ho tradotto dal francese all’italiano. L’angoscia della classe media europea urlata in ginocchio, mentre l’aria è resa irrespirabile dai gas lacrimogeni e intorno è una guerriglia urbana. Ecco cosa succede quando il capitalismo finanziario e l’avidità umana si mangiano la vita di centinaia di migliaia di persone…

Gepostet von Francesco Berti am Sonntag, 9. Dezember 2018

Sono già al rosso ragazzi! (è l’8 del mese ndr) 45 ore a settimana! E sono già al rosso. Questo non è legale! Non mi sposterò da qui. Da qui non mi muovo, ragazzi. Sparate pure il gas! Sparate pure il Gas! Da qui non mi muovo. Fa male agli occhi, fa male tutti i giorni. Fa male tutti i giorni, questo non è niente!

L’urlo di rabbia di un manifestante gilet giallo

Ecco che un manifestante dice alla polizia che non cederà mai, di continuare a sparare gas, proiettili e acqua ad altissima pressione, tanto lui resisterà comunque. La protesta e la reazione violenta della polizia non fanno più paura, è talmente drammatica la situazione che i manifestanti sono disposti a correre qualsiasi pericolo.

Soprattutto la Francia rurale sta pagando un peso altissimo e le nuove tasse rischiano di mettere in ginocchio l’intera zona, così eccoli lì i cittadini che combattono come se non ci fosse un domani perché per loro in fondo è proprio così.

Quando lo stipendio non basta

Uno stipendio, un lavoro una volta erano sufficienti, adesso no, non bastano più. I soldi finiscono, le tasche dei cittadini si svuotano e arrivare alle fine del mese è come un miraggio, diventa impossibile.

Protestare e non indietreggiare, andare incontro a tutto nonostante il male, gli occhi che bruciano, la gola che fa sempre più male sono gli unici strumenti che i cittadini hanno per fare sentire la loro voce.

A nessuno piacciono le scene di violenza ma a questo punto, esasperati e taglieggiati da un governo che ormai non li rappresenta più, ecco che la protesta rimane l’ultima spiaggia per mettere in chiaro che i francesi non accetteranno nuove tasse e nuove imposizioni.

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Valeria Fraquelli
Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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