La Cina userà la forza militare contro Taiwan

La Cina lascia intendere di essere pronta a mandare l'esercito a Taiwan per sedare i tentativi di indipendenza dell'isola. Il governo cinese ha anche una base legale per agire in questo modo.

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La Cina userà la forza militare contro lo stato di Taiwan, se non troverà altro modo per impedirgli di diventare indipendente. Lo ha detto uno dei generali più anziani del paese, dopo una escalation di tensione tra la Cina e l’isola democratica. Pechino, infatti, ne rivendica il governo.

Parlando alla Grande Sala del Popolo di Pechino in occasione del 15 ° anniversario della Legge anti-secessione, Li Zuocheng, capo del Dipartimento del personale e membro della Commissione militare centrale, non ha escluso l’opzione militare. Lasciando, così, intendere che la Cina userà la forza militare se ce ne sarà bisogno.
Durante lo stesso anniversario, Li ha spiegato che l’esercito cinese interverrà in casi estremi e solo quando ogni diplomazia avrà fallito. Il compito dei soldati sarà quello di distruggere ogni trama separatista attiva nel paese.

Del resto, il paese possiede la base legale per un’azione militare contro Taiwan, nel caso in cui questo si renda indipendente, o tenti di farlo.

Li è uno dei pochi alti ufficiali cinesi con esperienza di combattimento, poiché è stato parte dell’invasione della Cina in Vietnam nel 1979.

I rapporti tra Taiwan e Cina: si userà la forza militare?

Ma Taiwan è la questione territoriale più delicata della Cina di oggi. Pechino la considera una delle province cinesi di “un’unica Cina”. Invece, l’isola non si dimostra disponibile ad essere governata dalla Cina. Nel corso del tempo, infatti, ha più volte denunciato le esercitazioni militari cinesi vicino all’isola ed ha anche respinto l’offerta della Cina di costruire “un paese unico con due sistemi”.

La Cina Inoltre è sospettosa del presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen. Lo accusa di essere un separatista deciso a dichiarare l’indipendenza formale. Mentre Tsai afferma che Taiwan è già un paese indipendente chiamato però Repubblica di Cina.

Comunque, Tsai e il suo Partito democratico progressista hanno giurato di resistere alle pressioni di Pechino. Tanto più dopo che il parlamento cinese ha approvato la nuova legislazione sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, governata dalla Cina, destando ingenti proteste che si sono concluse con degli arresti.