La Francia finanzia le Ong: i migranti? In Italia

La Francia sostiene finanziariamente le Ong a patto che i migranti sbarchino in Italia.

La Francia sostiene le Ong anche se in collisione con le nostre leggi e motovedette.

Il Giornale denuncia: la Francia finanzia le organizzazioni non governative (Ong) ma gli immigrati approdano in Italia.

Il governo di Parigi critica da sempre le misure adottate dall’esecutivo giallo-verde per limitare l’approdo nei porti della penisola.

La Francia compie ora nuovi passi sgraditi al ministro dell’Interno Matteo Salvini e a gran parte degli italiani.

Le mosse francesi per sfidare l’Italia partendo dai finanziamenti alle Ong

I francesi puntano a stringere all’angolo la politica di controllo migratorio dell’Italia  con due mosse:

  • Cittadinanza onoraria a Carola Rackete, capitana della Sea watch
  • Stanziamento urgente di 100.00 euro a Sos Mediterranèe per una nuova campagna di salvataggi in mare

Lo scopo delle due iniziative, secondo Il Giornale, è evidente.

Nel primo caso, Carola Rackete è entrata nel porto di Lampedusa con una manovra spericolata, stringendo all’angolo una motovedetta della guardia di Finanza, rischiando di speronarla.

Il consiglio comunale della capitale francese ha conferito rapidamente la cittadinanza onoraria di Parigi alla giovane comandante tedesca, mandando Matteo Salvini su tutte le furie:

“Il comune di Parigi premia Carola Rackete, perseguita in Italia, con una medaglia.

Questa è quella che guidava una barca che ha infranto le leggi e schiacciato contro la banchina del molo di Lampedusa una motovedetta della GdF.

Il comune di Parigi evidentemente non ha altro di meglio da fare che premiare questi soggetti”

Con il secondo provvedimento, il consiglio di Parigi entra a piedi uniti nella questione delle Ong che imbarcano migranti al largo della Libia.

Il governo francese finanzia le Ong e mantiene alta la tensione con l’Italia

Il problema è che queste navi puntano la prua verso l’Italia evitando, spesso e volentieri, di dirigere sui porti sicuri di Tunisi o Malta.

Nonostante le due iniziative partano ufficialmente dal comune parigino, è impensabile che il presidente Emmanuel Macron non le abbia approvate.

La tensione tra Italia e Francia sulla questione migratoria non si è mai smorzata e l’esecutivo italiano si è pure beccato l’accusa di “isteria” dai colleghi transalpini.

La Francia finanzia le Ong ma impedisce l’arrivo di molti immigrati sul suo territorio

Il Giornale sottolinea l’atteggiamento curioso della Francia.

Parigi è di manica larga con cittadinanze onorarie e stanziamenti alle Ong ma poi usa il pugno duro per contrastare la migrazione verso il suo territorio.

Macron chiude i suoi porti con estrema decisione e la Gendarmeria respinge i flussi senza troppi complimenti al confine con Ventimiglia.

Come ricorda il Giornale, una ragazza italiana è stata arrestata qualche anno fa per aver portato in Francia un gruppo di migranti con un furgone.

In pratica, Parigi è favorevole al lavoro delle Ong, a patto che usino il nostro Paese come approdo permanente, a dispetto delle leggi italiane e della nostra sovranità.

Finanziamento alle Ong ma intransigenza in patria. Il doppio volto della Francia

Le denunce sulla scarsa tolleranza francese arrivano anche Attraverso l’agenzia di stampa Dire che ha raccolto testimonianze.

Numerosi volontari, che aiutano i migranti, sono stati arrestati in Francia.

Secondo Marine De Hass, attivista dell’Ong Cimade, le manette scattano ai polsi di chi organizza proteste contro il respingimento dei migranti al confine tra Italia e Francia.

A rischio ci sarebbe anche chi distribuisce pasti o coperte al campo profughi di Calais.

Se poi qualche volontario troppo “entusiasta” cerca di impedire il rimpatrio forzato via aereo dei sans papier, l’arresto è garantito.

La maggior parte è poi rilasciata ma i processi sono lunghi e faticosi.

La Francia quindi non si limita ad applicare le leggi che ritiene giuste sul suo territorio, ma sostiene finanziariamente e politicamente le Ong che sfidano le leggi italiane.

Due pesi e due misure? Ai lettori la sentenza.

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