La polizia americana è razzista?

Infuria la campagna elettorale per la Presidenza e nello stesso tempo si manifesta per le strade contro il razzismo

Negli Stati Uniti infuria la campagna elettorale per la Presidenza e nello stesso tempo si manifesta per le strade contro il razzismo, che ha visto uccidere alcuni afro-americani da parte della Polizia.

La colpa è di Donald Trump?

Secondo i “democrats“, il comportamento di certi agenti razzisti e “assassini” nasce da Donald Trump, dal suo suggerire una supremazia del “white people”, dal suo porsi in stile sceriffo, ecc…ecc… Insomma, Trump rappresenta quell’America che bada all’economia, al ruolo di superpotenza e se ne frega di minoranze, diritti civili, ambiente e tutte le tematiche care ai democratici dell’intero pianeta.

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Sono davvero i “democrats” la pare buona del Paese?

A dire il vero, e oltre alle parole pronunciate davanti ad una telecamera o ad un comizio, questi argomenti interessano poco anche a molti democratici statunitensi come a quelli italiani: alcuni loro sostenitori si stracciano le vesti per i poveri del Bangladesh e poi v’impiantano una fabbrica tessile che non rispetta le più elementari condizioni di sicurezza e si sbriciola schiacciando 381 operai. Dissertano di ecologia, dei capitalisti repubblicani che scaricano veleni ovunque, della necessità di salvare il pianeta prima che sia troppo tardi, e poi si scopre che sono proprio alcuni imprenditori “illuminati” ad usare la Nigeria e tanti altri luoghi come una discarica a cielo aperto.

Maggiore tolleranza con presidenti democratici?

Ma torniamo alla sacrosanta contestazione degli afro-americani contro alcuni poliziotti, ridotta a strumento elettorale. Pongo alcuni interrogativi. Ci sono stati casi di morti afro-americani uccisi dalla polizia americana sotto la presidenza Bill Clinton? Sotto quella di Obama? Ricordiamo quest’ultimo (ma si potrebbero elencare esempi anche per tutti i presidenti democratici).

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Le proteste sotto Obama

Erano i primi di luglio del 2016, alla scadenza del suo mandato quando il “Black Lives Matter” manifestava in varie città e sempre per lo stesso motivo di oggi. A Dallas, un uomo di colore sparò a 5 agenti, uccidendoli e altri poliziotti furono feriti con armi da fuoco in Missouri e in Georgia. A Rochester, nello Stato di New York, furono arrestate 74 persone, stessa cosa in altre città e Obama assicurò che si sarebbe impegnato per dare da un lato sostegno alla polizia e nel contempo “affrontare le persistenti disparità razziali nel nostro sistema giudiziario”. Pare non sia riuscito un granché…

Come si schiera la stampa italiana?

In Italia, dove gran parte della stampa d’orientamento di sinistra non ha mai avuto in simpatia gli Stati Uniti e oggi con Trump ancora meno, non importa nulla che tanta persone della medio/bassa borghesia siano tornate a lavorare nelle fabbriche, grazie alla politica anti-delocalizzazione industriale. Con la stessa metodologia usata contro Berlusconi – quella dell’attacco alla persona che dalla “satira” sfocia al vero e proprio insulto – si è partiti dal ciuffo presidenziale (come dai capelli trapiantati o tatuati del Cavaliere) per approdare alla sua manifesta imbecillità su tutto. L’America è oggi governata da un razzista e pure evasore delle tasse! La colpa per le morti di alcuni afro-americani è dell’inquilino di Capitol Hill!

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Un po’ di dati oggettivi

Verifichiamo nei dati questo eventuale cambiamento di rotta. Domanda:la polizia americana è nella maggioranza costituita da agenti “bianchi” di origine europea? No. Gli afro-americani sono rappresentati nelle forze dell’ordine in tutti gli ordini e gradi, dal semplice agente al capo del dipartimento e coprono il 13% dell’intero organico. I bianchi europei sono circa il 40% e poi seguono i latini e altre etnie per un totale, quindi, del 60%. Uno studio del Dipartimento della Polizia di Philadelphia dimostra che ci sono più possibilità che uomini di colore disarmati siano uccisi da dei poliziotti neri o ispanici che da poliziotti bianchi. Inoltre, secondo un articolo del “The Wall Street Journal“, è 18½ volte più probabile che un poliziotto muoia per mano di un uomo di colore che non il contrario.

Quanti morti nel 2019?

Qualcuno obietterà che il Dipartimento della Polizia di Philadelphia è di parte come “The Wall Street Journal” e allora consideriamo i dati oggettivi. Quale è il conteggio dei morti tra delinquenti e poliziotti? Non abbiamo ancora il numero del 2020, ma possiamo valutare quello del 2019. In quell’anno, sono stati ammazzati 147 agenti, 114 cittadini disarmati per un totale di 1003 delinquenti armati o giudicati pericolosi per la comunità. Le uccisioni della polizia rappresentano lo 0.1 % di tutti gli afroamericani uccisi nel 2019.

L’analisi della Federal Bureau Investigation

Secondo uno studio specifico della “Federal Bureau Investigation”, quasi il 90% delle uccisioni dei neri in America è commesso da altri neri e, secondo le stesse statistiche, più bianchi americani muoiono in seguito a omicidi commessi da afroamericani che il contrario. Sempre secondo la FBI, il 53% di tutti gli omicidi commessi negli Stati Uniti sono imputabili ad afro-americani, nonostante rappresentino solo il 12 percento della popolazione totale. La maggior parte delle vittime sono altri afro-americani.

Analisi delle etnie

Ulteriore dato interessante, e sempre riferito a quei 1003 delinquenti uccisi dalla polizia, è che 405 erano bianchi, 249 afro-americani, 163 ispanici, 43 altro e 145 di etnia sconosciuta. La polizia americana, quindi, fa più strage di persone bianche che di colore.

La ragione è la povertà dilagante

Il problema del razzismo in USA esiste sicuramente, ma è legato ad una povertà dilagante in alcuni strati della società, organizzata in modo molto diverso dal nostro. Negli Stati Uniti non esiste una tipologia di “welfare” come quello vigente in Italia; non esiste un’assistenza medica e ospedaliera per tutti. L’immigrazione continua ad essere un dato importante e se si ha la qualifica di clandestino, non si può avere un lavoro regolare, non si può pagare un’assicurazione sanitaria e si cade inesorabilmente nel degrado, nelle mani della criminalità organizzata. Non trascorrerà molto tempo e anche noi vivremo queste problematiche con numeri ben superiori agli attuali.

Una società simile ma diversa dalla nostra

Anche i cittadini regolari e bianchi hanno un percorso lavorativo molto diverso dal nostro: non godono delle tutele che esistono in Italia, il licenziamento è in 24/48 ore (la famosa lettera o email con: “I regret to inform you but you are fired!”), l’assunzione è assoggetta a lettere di presentazione, recapiti mail e telefonici di almeno tre datori di lavoro precedenti. È sufficiente che l’ultimo esprima un giudizio non del tutto positivo, e l’assunzione diventa estremamente difficile per il ruolo richiesto e si deve scendere nelle aspettative. Se si ha avuto a che fare con la giustizia, la porta è quasi sempre sbarrata e i programmi d’inserimento per gli ex carcerati certamente non risolvono il problema. In certi quartieri delle metropoli, il livello di degrado è così elevato che anche la polizia teme ad entrare per controllarlo e lo scontro è spesso inevitabile con un alto tasso di pericolosità.

La protesta e la campagna elettorale

Ciò non deve essere considerato quale elemento giustificativo di certi comportamenti, che devono essere puniti con severità, ma spiegano la ragione per la quale non è il presidente Trump a dover essere messo sotto processo. Il problema esiste da un pezzo e si è manifestato allo stesso modo anche sotto la presidenza democratica. Il fattore scatenante è la povertà, la massiccia immigrazione clandestina e le direttrici con le quali è stata costruita la società americana che, se da un lato premia il cittadino rispettoso di tutte le regole, dall’altro non aiuta chi ha sbagliato o chi non gode di tutti i diritti. Il caso di George Floyd e di altri saranno sottoposti a un regolare processo e classificati come episodi di razzismo individuale. Resta, di fatto, la radice del problema, che porta le comunità afro-americane a rimanere in uno stato di povertà e dove chi paga sono maggiormente i neri stessi. Forse Trump, con la sua difesa del lavoro degli americani meno abbienti, sta facendo di più per affrontare il problema nel mondo giusto che tanti discorsi roboanti e ideologici.

Massimo Carpegna

Massimo Carpegna
Massimo Carpegnahttp://www.massimocarpegna.com
Docente di Formazione Corale, Composizione Corale e di Musica e Cinema presso il Conservatorio Vecchi Tonelli di Modena e Carpi. Scrittore, collabora con numerose testate con editoriali di cultura, società e politica.