La Sicilia verso elezioni regionali anticipate

Crocetta1

Per la giunta regionale siciliana presieduta da Rosario Crocetta si comincia a vedere il capolinea.

L’ex sindaco di Gela, a capo della prima giunta di centrosinistra dopo tanti anni di gestione di centrodestra, è stato travolto dallo scandalo delle intercettazioni, in particolare riguardo a una telefonata, resa nota da L’espresso, tra di lui e il medico Tutino in cui si parla dell’ex assessore alla Sanità, Lucia Borsellino, figlia di quel Paolo che venne ucciso dalla mafia in Via D’Amelio a Palermo ventitré anni fa, e nella quale si invita a farla saltare in aria come suo padre. Solo per aver ostacolato delle nomine sanitarie di sapore mafioso. Uno schiaffo, sentire queste cose in questi giorni in cui si ricorda l’eroico magistrato ucciso nel 1992, e proprio oggi, con il presidente della Repubblica Mattarella che, a Palermo, ha incontrato e abbracciato Manfredi, figlio di Paolo e fratello di Lucia, commissario di Polizia, il quale ha parlato di “una croce” che sua sorella si è portata sulle spalle. La magistratura sta indagando sulla veridicità delle intercettazioni e dei fatti.

Loading...

Rosario Crocetta si è autosospeso dall’incarico ed è, ormai, pressato, anche dal suo stesso partito, il PD, affinché si dimetta e dia di nuovo ai siciliani l’opportunità di scegliere una giunta regionale, ma il governatore non molla. Ha detto l’ex sindaco: “Non mi dimetto, sono un combattente e un combattente muore sul campo. Se lo facessi la darei vinta ai poteri forti. Il Pd vuole le mie dimissioni? Mai, mi sfiducino se vogliono, così si renderanno complici dei golpisti e passeranno alla storia come coloro che hanno ammazzato il primo governo antimafia della storia siciliana”.

Nel PD siciliano, sono ore convulse, anche dopo le parole di Manfredi Borsellino. La linea è quella di uno scioglimento del governo regionale. Fausto Raciti, segretario regionale dei democratici, ha detto: “Non ci sono ragioni per interrompere la legislatura. Secondo il procuratore di Palermo, l’intercettazione non è agli atti di alcun procedimento di questo ufficio e neanche tra quelle registrate dal Nas. Oggi, per rispetto dell’anniversario della strage di via D’Amelio preferisco non parlare”.

Crocetta, però, dalla sua tenuta di Castel di Tusa, in provincia di Messina, riferendosi al PD, è molto duro e ha parlato di “golpe”: “Qualcuno ha voluto mettere a segno un golpe, volevano determinare le mie dimissioni o il mio suicidio. E trovo assurdo che organi istituzionali abbiano espresso giudizi senza fare le dovute verifiche con la Procura. Il governo nomini subito una commissione d’inchiesta per accertare quali servizi deviati e quali poteri oscuri abbiano tentato di farmi fuori. Ieri l’ho chiesto al ministro degli Interni Alfano”. Martedì, il governatore sarà a Palermo, per riferire in Aula sulla vicenda, dopo le dimissioni di Lucia Borsellino e di Nino Caleca. Crocetta ha poi concluso chiedendo all’Espresso di consegnare il materiale che riguarda le intercettazioni alla magistratura, in nome della democrazia.

Stefano Malvicini

Potrebbero interessarti anche