L’Austria elimina un simbolo: la casa natale di Hitler diventa commissariato

L'edifico di nascita di Adolf Hitler al confine tra Austria e Germania diventa commissariato per scoraggiare i raduni commemorativi neonazisti

l'Austria elimina un simbolo: la casa natale di Hitler diventa commissariato
Photocredit Braunau Hitlerhaus 2 da Wikipedia, contrassegnata per il riutilizzo

L’Austria ha deciso di eliminare un simbolo e la casa natale di Adolf Hitler sta per diventare un commissariato di polizia. Lo scopo è togliere ogni alibi ai simpatizzanti neonazisti che ancora considerano quell’abitazione una sorta di luogo sacro al quale ispirarsi.

Il fondatore e leader del nazionalsocialismo era nato proprio in quella casa di Brunau am Inn, al confine tra Austria e Germania, il 20 aprile 1889, ha avuto varie vicende dal dopoguerra in poi, ed è rimasta chiusa dal 2011.

L’Austria vuole eliminare un simbolo di riferimento per i neonazisti

Il quotidiano inglese Daily Mail ha diffuso la notizia che la stampa internazionale ha rilanciato, perché si tratta comunque di una decisione storica per un edificio dall’alto valore simbolico. E’ evidente che l’annosa questione si stava trascinando da troppo tempo e l’idea che la casa fosse ancora una sorta di luogo sacro per chi ha sempre considerato le idee naziste e il Führer dei punti di riferimento, doveva trovare uno soluzione definitiva.

Il Daily Mail riferisce che la casa è stata il punto di riferimento per manifestazioni neonaziste, specialmente nella ricorrenza della nascita di Hitler, con raduni e svastiche davanti all’edificio che inneggiano al passato regime e auspicano che possa risorgere.

La storia giuridica dell’edificio

Negli anni settanta, la proprietaria Gerlinde Pommer aveva dato in affitto l’edificio al ministero dell’interno austriaco, con il quale sono poi iniziati lunghi contenziosi legali, nonostante il governo le versasse circa 4.300 euro al mese per usare la casa come centro di assistenza per persone disabili.

L’accordo era però saltato nel 2011 quando la Pommer aveva rifiutato di eseguire lavori essenziali di ristrutturazione e non aveva neppure accettato in cambio di vendere l’immobile.

Da quel momento, la casa è rimasta vuota e il ministero dell’interno aveva anche progettato l’abbattimento, provocando però reazioni contrarie a livello politico e da parte degli storici.

La suprema corte di giustizia austriaca ha sentenziato infine l’anno scorso che il governo avrebbe preso il controllo effettivo della casa natale di Hitler, versando alla proprietaria una cifra compensativa di 720.000 euro,per avviare i lavori necessari di ristrutturazione e procedere quindi al cambio di destinazione d’uso.

I lavori di rifacimento nella casa natale di Hitler

La casa del leader nazista cambierà volto e i lavori di rifacimento previsti si concluderanno all’inizio del 2023. Per cominciare, le pareti passeranno dal riconoscibile colore giallo a un bianco classico per rendere l’edificio più anonimo e quindi confondibile con le abitazioni circostanti.

Inoltre, ci saranno anche interventi di natura architettonica che però non stravolgeranno completamente la struttura: si prevede infatti una modifica soprattutto del tetto sostituendolo in parte con una doppia struttura aggiuntiva a forma triangolare sulle sommità e la creazione di nuovi parcheggi sul retro che prevedono anche l’inserimento di posti auto sotterranei.

I lavori prevedono anche la rimozione del cippo commemorativo davanti all’edificio, dedicata alle vittime della dittatura anche se, per la verità, con un riferimento più generico al fascismo, probabilmente inteso in tutte le sue sfaccettature.

La lapide in pietra riporta la seguente scritta: “Per la pace, la libertà e la democrazia, mai più fascismi, milioni di morti ci ammoniscono” e sarà probabilmente conservata in un museo insieme ad un placca, appesa attualmente all’esterno dell’edifico, che ricorda e condanna i crimini nazisti.  

La conferma del ministero dell’interno austriaco sullo scopo della ristrutturazione

Lo scopo dichiarato dal ministro dell’interno austriaco Karl Nehammer è quello di “neutralizzare” l’effetto simbolico dell’edificio che, nonostante Hitler avesse abitato solo per una breve parte della sua vita, continua ad attirare simpatizzanti nazisti da tutto il mondo.

Nehammer ha specificato che i lavori servono per adattare la struttura a uno scopo completamente diverso dal passato, perché diventerà un nuovo commissariato di polizia e il ministro ha specificato in conferenza stampa: “Si aprirà un nuovo capitolo per la casa natale di un dittatore e assassino di massa”.

L’esecutore del progetto, i costi e il messaggio ai nostalgici

Il governo federale austriaco ha pensato, in altre parole, di fare le cose in grande per l’occcasione, attraverso uno stanziamento federale di oltre 5 milioni di euro, e un bando di gara internazionale vinto dello studio architettonico austriaco Marte.

Non appena il ministero dell’interno di Vienna ha ottenuto il via libero dalla corte suprema austriaca, ha quindi rotto gli indugi, con la speranza di trasformare un santuario dei nostalgici in un luogo di pubblica utilità come un comando di polizia modernamente attrezzato, considerando che, nel mondo, gli ammiratori del pensiero hitleriano non mancano neppure a livello accademico.

Il progetto di Brunau am Inn punta a scoraggiare future manifestazioni ma non si esclude che possa offrire il pretesto per nuove incursioni provocatorie, con tanto di striscioni e stendardi del terzo Reich, anche se non più davanti ad un edificio vuoto, bensì di fronte a una sede operativa della polizia che potrà disperdere gli assembramenti non autorizzati.