Le Idi di Marzo del Coronavirus

Le dolorose Idi di Marzo si sono ripetute nella giornata di ieri: il Coronavirus ha prodotto 368 morti. Uscire dall'incubo è sempre più dura.

Il 15 marzo del 44 a.C. è per la storia un giorno di sangue. Le Idi di Marzo fanno da teatro alle 23 pugnalate conficcate nel cuore di Giulio Cesare. E’ la data della congiura. Per effetto di un virus predatore, anche ieri 15 marzo 2020 una violenta frana si è abbattuta su malati, medici e infermieri. Le dolorose Idi di Marzo del Coronavirus. Si è assistito a 368 morti ieri, mentre sono invece 1809 le vittime totali. Le contaminazioni sono salite del 16%, portando a più di 24mila il numero di contagiati in Italia.

Gli ospedali sono in difficoltà, forse vicini al collasso. I reparti di terapia intensiva sono pieni. I materiali medici scarseggiano. Il prezzo della “chiusura” dell’economia italiana sarà tremendamente salato. Il calo del turismo farà mancare decine di miliardi. I tribunali sono fermi e chi era vicino alla fine di un processo vedrà spostarsi il verdetto ancora più in là, come se la giustizia non fosse già abbastanza lenta e ingolfata. Chi era in attesa di un intervento medico è costretto ad aspettare e quando questo arriverà, magari sarà troppo tardi. E’ davvero dura staccare la spina all’economia per bloccare il contagio e allo stesso tempo curare i contagiati. La strada per occuparsi dei malati da Covid-19 e contemporaneamente assistere categorie più deboli come anziani non autosufficienti, disabili e bisognosi è tutta in salita. Il Coronavirus fa vittime dirette e indirette.

L’Italia ha però di sicuro il merito di essere partita prima sia rispetto a tutti gli altri paesi europei che agli U.S.A. e l’incubo dovrebbe perciò finire prima. Il governo sta andando nella direzione corretta e pianificando le mosse giuste per stanare il virus. Multe agli irresponsabili, aiuti alla sanità, alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese: è il Maxi-Decreto Coronavirus/Salva Economia che prevede un’operazione di oltre 20 miliardi per tenere in piedi il paese. Ascoltando il premier Giuseppe Conte, in cima alle priorità c’è “far lavorare in sicurezza medici, infermieri e tutto il personale sanitario”.

Nel decreto si legge:

  • cassa integrazione per tutti i lavoratori dipendenti;
  • sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa;
  • indennità pari a 500€ per tutti i lavoratori autonomi titolari di una partita IVA e dei co.co.co;
  • stop a tasse e IVA per le imprese più colpite dal Covid-19;
  • quasi 3 miliardi di sostegno alle imprese;
  • nascita di un “fondo per il reddito di ultima istanza” per i lavoratori danneggiati dal coronavirus;
  • congedo di 15 giorni e pari al 50% della retribuzione per i genitori che hanno figli sotto i 12 anni costretti a casa dalla chiusura delle scuole;
  • voucher baby sitter da 600 euro; agevolazione per la produzione di mascherine;
  • premio di 100 € per dipendenti pubblici e privati con reddito sotto 40 mila euro che hanno continuato a lavorare nella sede di lavoro;
  • credito d’imposta al 60% del canone di affitto di marzo per negozi e botteghe;
  • moratoria sugli obblighi e termini di attuazione del reddito di cittadinanza;
  • pagamento degli straordinari di medici e infermieri del Sistema Sanitario Nazionale;
  • assunzione temporanea di 129 medici e 200 infermieri militari per contrastare l’emergenza;
  • emissione di titoli di Stato per 25 miliardi di € per tutto il 2020;
  • processi stoppati sino al 15 aprile;

Riccardo Chiossi