L’indulto camuffato e l’esercito a controllare la quarantena

I due argomenti collaterali all'epidemia che infiammano i salotti televisivi e i quotidiani

Texture tessuto mimetico in uso all'esercito

Due sono gli argomenti collaterali all’epidemia da Covid-19 di cui si discute sui giornali e nei salotti televisivi: la proposta di un provvedimento chiamato “svuotacarceri” e dell’utilizzo dell’esercito ad affiancare i corpi di polizia per il controllo della quarantena. Partiamo dal primo.

Contagio negli istituti penitenziari

Dopo le rivolte di alcuni giorni fa in alcuni istituti di pena, che a più d’uno sono sembrate un pretesto, studiato e organizzato nel tempo, si registrano i primi casi di positivi nelle prigioni della Lombardia, esattamente quattro reclusi. Nello specifico: due a Pavia, uno a Voghera e uno a Milano. Inoltre, sono risultati positivi ai test anche due medici in servizio nel penitenziario di Brescia.

La possibile soluzione del Governo

Immediata è giunta la proposta di alcuni esponenti del Governo per un provvedimento che lasci tornare a casa e alle proprie famiglie alcuni detenuti a fine pena e altrettanta immediata è arrivata la risposta di Matteo Salvini: «Vogliono fare uscire seimila persone. Non contino sulla Lega». Anche la Polizia Penitenziaria, e giustamente, protesta attraverso il proprio sindacato e invoca misure a protezione della salute degli agenti costretti a restare al lavoro.

Il provvedimento “svuotacarceri” in sintesi

La proposta del Governo è quella di semplificare fino al 20 giugno l’iter per la concessione dei domiciliari ai detenuti che devono scontare una pena – o residuo di pena – fino a 18 mesi. Ancora Salvini tuona contro il Presidente del Consiglio Conte, affermando che questi detenuti ne hanno già diritto e il provvedimento proposto «E’ un indulto mascherato». Il motivo di questa reazione è che si salterebbe la valutazione del Magistrato sulla pericolosità del detenuto e sulla sua condotta in carcere: sarebbe un “liberi tutti” senza distinzione.

I braccialetti elettronici

Quando si parla di arresti domiciliari, poi, ritorna sempre l’argomento “braccialetti elettronici” che, lasciatemelo dire, è una sacrosanta panzana. Questi aggeggi sono pochissimi in dotazione e in gran parte non funzionanti!

Al Covid-19 piacciono i numeri pari

Non sono un giurista e non analizzerò la questione sotto questo profilo, ma mi accontenterò della logica. Risulta che le nostre carceri, condannate più volte per sovraffollamento, presentino celle con solo due detenuti o, addirittura, uno solo? La risposta è no. Un elevatissimo numero di celle ospita 4 delinquenti su due letti a castello. Se questa è la realtà, e supponendo che il provvedimento “svuotacarceri” vada in porto, che differenza fa essere rinchiusi in tre, invece che in quattro? Quando i carcerati sono in tre, il virus non si trasmette perché gli piacciono i numeri pari? E allora, quale risultato porterebbe a casa questo provvedimento? Eventuale e invariata diffusione del Covid-19 nelle carceri, 6 mila delinquenti in giro e, chi ha subito il crimine, che avrà sempre più fiducia nella giustizia italiana e nella certezza della pena…

Si continua and uscire di casa

L’altro argomento è l’utilizzo dell’esercito per il controllo della quarantena. Solo ieri si sono viste immagini di picnic sotto casa, con i partecipanti che beffardamente rispondevano ai Carabinieri intervenuti: «A noi non ci fotte il virus. Siamo immuni!». Lasciando perdere questi soggetti, il controllo delle cellule telefoniche evidenzia che il 40 per cento della popolazione lombarda continua ad uscire dalle case e il Governatore Fontana, insieme a Zaia del Veneto, a Musumeci della Sicilia e De Luca della Campania, chiedono interventi più restrittivi e l’uso dell’esercito a controllarne il rispetto.

Lo Stato di Polizia non ferma il Covid (sic)

Sul quotidiano “Il Riformista”, Angela Azzaro scrive un articolo dal titolo “L’esercito per le strade, per favore no. Lo Stato di Polizia non ferma il Covid”. Ora, siamo tutti d’accordo che troppa gente continua a non capire: se il numero di contagiati non diminuisce entro la prossima settimana, non crolla la sanità pubblica, ma l’intero Paese. La nostra unica arma contro l’epidemia è quella di restare a casa, ma molti sono più preoccupati dal fattore economico che di quello sanitario e dichiarano il falso, pur di uscire. Polizia e Carabinieri sono insufficienti a controllare la quarantena e l’unica soluzione è quella d’impiegare l’esercito con compiti di polizia.

Aiuto! I fascisti son tornati!

Ma possibile, che quando si vedono delle divise in giro, qualcuno debba avvertire l’esigenza di denunciare un possibile “Stato di Polizia”? “L’anticamera della “svolta autoritaria”? Aiuto! I fascisti sono tornati? I fascisti non torneranno, non possono tornare. Quello che invece resta è un assurdo terrorismo psicologico di natura ideologica. Non lo debelleremo mai.

Massimo Carpegna