Società e cultura
Linguaggio di genere e femminicidio: nuovi doveri e responsabilità per i giornalisti

La cultura e il sapere delle persone si sviluppa nel corso di una vita grazie alla scuola, a ciò che apprende in famiglia o ambienti ugualmente accoglienti, Chiesa o Sport. Si sviluppa e cresce grazie alla televisione, ai giornali e, da molto tempo, anche con Internet e i social media.
C’è chi della buona informazione e comunicazione ne ha fatto un mestiere e ha delle responsabilità precise rispetto al comune cittadino colto che scrive per il piacere di farlo. In una settimana colorata di rosso per ricordare la violenza sulle donne è bene parlare del nuovo Testo Unico dei Doveri del Giornalista che sancisce obblighi e principi sul linguaggio di genere e informazioni scientifiche e sanitarie.
Sul linguaggio di genere
Il 19 novembre 2020 sono stati introdotti due nuovi articoli nel Testo Unico dei Doveri del Giornalista, le disposizioni entreranno in vigore il 1 gennaio 2021.
Il rispetto delle differenze di genere è sancito nel nuovo articolo 5-bis. Si parla dei casi di femminicidio, violenza, molestie, discriminazione e fatti di cronaca che coinvolgono aspetti legati all’orientamento e all’identità sessuale.
Il giornalista dal prossimo anno dovrà rispettare con il linguaggio, la scelta di parole e immagini la dignità delle persone, evitando stereotipi ed espressioni lesive.
Il terzo comma, lettera B, specifica che il giornalista “si attiene ad un linguaggio rispettoso, corretto e consapevole. Si attiene all’essenzialità della notizia e alla continenza”.
Lo scopo è quello di informare sui fatti avvenuti, senza sminuirne la gravità e senza spettacolizzare la violenza.
La lettera C sottolinea che, seguendo queste indicazioni, si assicura di portare avanti una narrazione rispettosa anche dei famigliari delle persone coinvolte.
Sull’informazione scientifica e sanitaria
L’informazione scientifica e sanitaria è al centro dell’attenzione da molto tempo, un aggiornamento delle regole è necessario con il crescere delle fake news, delle fonti non verificabili, della speculazione intellettuale che dilaga in Internet.
È il nuovo articolo 6 a trattare questo argomento, come per le differenze di genere le modifiche entreranno in vigore il prossimo anno.
Il rispetto dei diritti e della dignità di persone malate o con disabilità era già sancito dalla Carta di Treviso. Il testo Unico si attualizza con queste tre nuove indicazioni.
“b) evita nella pubblicazione di notizie su argomenti scientifici un
sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori o speranze infondate avendo
cura di segnalare i tempi necessari per ulteriori ricerche e sperimentazioni; dà
conto, inoltre, se non v’è certezza relativamente ad un argomento, delle
diverse posizioni in campo e delle diverse analisi nel rispetto del principio di
completezza della notizia;
c) diffonde notizie sanitarie e scientifiche solo se verificate con fonti
qualificate sia di carattere nazionale che internazionale nonché con enti di
ricerca italiani e internazionali provvedendo a evidenziare eventuali notizie
rivelatesi non veritiere;
d) non cita il nome commerciale di farmaci e di prodotti in un contesto che
possa favorirne il consumo e fornisce tempestivamente notizie su quelli ritirati
o sospesi perché nocivi alla salute.”









