Violenza sulle donne: uscire dal silenzio è un diritto e un dovere.

Violenza-sulle-donne-square Oggi, 25 Novembre, è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Questa data non è stata scelta a caso, ma ricorda un atroce assassinio avvenuto, nella Repubblica Dominicana, nei confronti di tre donne che si opposero al governo del dittatore Trujillo: le sorelle Mirabal. Queste donne, di gran cultura e caparbietà, costituirono un gruppo politico  clandestino per combattere la dittatura. Quando il movimento venne scoperto dalla polizia segreta le sorelle vennero dapprima recluse e successivamente massacrate e uccise; i loro corpi furono infine gettati in un burrone per simulare un incidente. Questo accaduto, all’apparenza così ingiusto e lontano dal mondo civilizzato di oggi, è purtroppo  una realtà che si ricrea tutte le volte che una donna, una ragazza o una bambina viene stuprata, seviziata o uccisa. Sono disarmanti i dati dell’ONU rivelano che il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza fisica o sessuale, dal proprio partner o da un’altra persona. Si parla di “spirale della violenza” ad indicare le tante modalità utilizzate dagli aggressori per far credere alla donna di “non valere nulla”. Non esiste, infatti, solo la violenza fisica ma anche quella verbale, psicologica, economica… Tutte volte a rendere la propria vittima più fragile, un guscio vuoto senza più speranze. Sparisce anche per questo motivo il  coraggio, quello che serve a denunciare i crimini subiti, ad avere la forza di rialzarsi. 65 volte su cento accade poi che i figli vengano usati come forma di ritorsione contro le madri. Questi  bambini, che si trovano in queste situazioni di “violenza assistita”, accresceranno la probabilità di divenire in seguito partner violenti. Tutto questo è la “spirale della violenza”, che racchiude in sé anche quella del silenzio, il silenzio di chi ha paura di denunciare, di chi crede di non poter più ricominciare e così facendo uccide la propria dignità. È per questo motivo che oggi  in molte città si svolgeranno convegni, seminari e manifestazioni per parlare di un problema che ancora non viene affrontato con la giusta efficacia dalle istituzioni. È molto importante che nessuna donna si senta sola, che riesca a trovare dei piccoli barlumi di speranza che possano essere tramutati nell’inizio di una nuova vita. È doveroso dunque  denunciare ogni singolo atto volto a limare, anche di poco, i propri diritti; ricordando che non è ammissibile che un uomo dica a una donna come vestirsi o con chi parlare, che le impedisca l’accesso alle risorse economiche, che la maltratti o usi violenza sui suoi figli.

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