Lizzano – Discarica, La Regione decide senza trasparenza e partecipazione

Il comunicato stampa

DISCARICA VERGINE – DECIDE LA REGIONE SENZA TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE

La nota stampa di AttivaLizzano

In data 31 maggio 2018 la Giunta Regionale ha approvato il “Piano di intervento – indagini preliminari e messa in sicurezza dì emergenze” per la discarica Vergine.
In tale delibera è stato demandato all’AGER (Agenzia Territoriale della Puglia per il servizio dei rifiuti urbani), d’intesa con il Comune di Taranto, la definizione di un Progetto e la relativa esecuzione, per la realizzazione per interventi di messa in sicurezza della Discarica Vergine.

Pur accogliendo con piacere l’interesse della Regione Puglia verso la messa in sicurezza della discarica Vergine, che come sappiamo risulta abbandonata dal 2014 con inevitabile conseguenze di inquinamento della falda idrica a causa di PCB, diossine, idrocarburi e ferro, ci desta forte preoccupazione la mancata trasparenza degli ultimi atti regionali e il suddetto incarico all’AGER.

Non sappiamo infatti quali sono i programmi della Regione Puglia sulla discarica Vergine atteso che all’AGER è stato demandato l’esercizio associato delle funzioni pubbliche relative al servizio di gestione dei rifiuti urbani e che non risulta nelle competenze dell’AGER la bonifica dei siti inquinati.

Si ha timore che ancora una volta si stiano facendo delle scelte, alle spalle delle popolazioni interessate, che nulla hanno a che vedere con la bonifica ambientale ma siano determinate da altre motivazioni quali la risoluzione dell’ emergenza dei rifiuti solidi urbani della Regione Puglia.

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I cittadini dei comuni vicini ( in particolare Lizzano e Fragagnano) hanno vissuto e continuano ad essere oggetto di scelte scellerate a causa della superficialità con la quale sono state rilasciate autorizzazioni e nulla osta sulla discarica Vergine dal 2005 ad oggi.

Se adesso la discarica Vergine è diventata una bomba ecologica la colpa è da ricercarsi non soltanto nella cattiva conduzione da parte del gestore della discarica ma principalmente nei vari Enti (Regione, Provincia, Comune di Taranto, Arpa) che a più riprese hanno permesso, in modo superficiale, a volte anche con atti penalmente rilevanti, che tutto ciò sia potuto succedere.

Basterebbe rileggere i verbali di tutte le conferenze dei servizi che si sono succeduti dal 2008 ad oggi per avere idea delle contestazioni fatte da parte dei comuni limitrofi e dalle associazioni ambientali in tali conferenze e di come gli Enti preposti, ad autorizzare e a controllare, abbiano fatto fronte comune per tutelare gli interessi aziendali e mai gli interessi delle popolazioni e dell’ambiente. E’ stato necessario l’intervento della magistratura a porre fine a tale scelleratezza.

In tali conferenze sono state espresse denunce tecnicamente circonstanziate e rimaste sempre inascoltate e che poi hanno comportato le ovvie conseguenze attuali. Forse gli attuali attori (Presidente della Regione Puglia, AGER e Comune di Taranto) ignorano o non intendono considerare visto che l’obiettivo è di ” di individuare ulteriori azioni tese a garantire la completa messa in sicurezza del sito” che parrebbe interpretarsi come completamento della fase gestionale e successiva fase post-chiusura.

Risulta lungo l’elenco degli errori fatti dai tecnocrati e burocrati delle istituzioni preposte sul rilascio delle varie autorizzazioni, degli Enti che dovevano controllare e mai l’hanno fatto pur essendo sotto gli occhi di tutti gli errori progettuali, gli inadempimenti, la cattiva gestione e gli odori nauseabondi.

Ecco perché vi è totale sfiducia nelle istituzioni. Perché questi Enti hanno dimostrato in tutti questi anni la loro incapacità di tutelare la salute delle popolazioni e dell’ambiente.

Ancora una volta le decisioni vengono prese dall’alto senza la dovuta trasparenza e partecipazione e comunque sempre a discapito delle popolazioni interessate.

Ed è per questo che chiediamo e pretendiamo che qualsiasi soluzione, presente e futura, deve essere condivisa con i Comuni e le Associazioni ambientali del territorio e che questi siano parte attiva in un tavolo tecnico costituito allo scopo.

Non vogliamo più delegare nessuno e tantomeno chi, in questi anni, non ha saputo e voluto decidere in modo corretto contribuendo, con incapacità e sulla pelle dei cittadini, allo stato attuale della discarica Vergine e sulle sue attuali emergenze.

LEGAMBIENTE CIRCOLO DI FRAGAGNANO

ATTIVALIZZANO