Lo scorcio di un gioiello: Urbino

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Incantevole città del Rinascimento, dal patrimonio artistico completamente intatto, oggi é Patrimonio dell’UNESCO: si tratta di Urbino, nel cuore delle Marche,ancora interamente circondata dalle mura difensive, ben quattro tracciati… Vi si contano sette porte e dieci Bastioni, completati dalla Fortezza di Albornoz, voluta dai Montefeltro, i signori di Urbino durante il Rinascimento, nel 1500.
Il patrimonio artistico di Urbino è ricco di chiese e palazzi, ma il più grande, imponente esempio di tutta l’epoca Rinascimentale è Palazzo Ducale, sede della Galleria Nazionale delle Marche.

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Si dice che un tempo le stalle ducali potessero ospitare fino a 300 cavalli. Accanto ad esse si trova il Torrione delle “Rampe Elicoidali”, fatti creare entrambi da Federico III° da Montefeltro nella seconda metà del 1500, collegati alla vicina piazza Ducale. L’imponente Torrione aveva la funzione di garantire il passaggio del Duca col suo seguito, dal pal.Ducale alle Stalle. In seguito, dopo la metà dell’800, vi sorse il Teatro Sanzio.

Parlando di Pal.Ducale, è necessario soffermarsi sulla personalità di Federico da Montefeltro, uomo profondamente colto e raffinato, a cui si deve non solo la creazione del palazzo, ma anche il riordinamento urbanistico di Urbino che divenne “la città del principe”. Con l’avvento al potere Federico fece unire i due palazzi preesistenti, a cui poi venne aggiunto l‘appartamento dei Melaranci e una parte del cortile. Già allora fu decorato con fregi, camini e affreschi come la “Celebrazione di Ercole”... Quando poi Federico vinse Sigismondo Malatesta, acquistando le cittadine di Fano e Senigallia,avendo raggiunto più potere decise di trasformare il palazzo nella residenza più principesca di tutta la penisola.

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A cominciare dal cortile tutto appare secondo le intenzioni del principe: magnifico…; il portico con archi a sesto acuto, le colonne corinzie al pian terreno…Quando si sale al piano nobile invece si rimane sorpresi nell’ammirare le lesene, le iscrizioni romane,i  capitelli. Furono creati così lo scalone d’onore, la Biblioteca, la sala degli Angeli, la sala delle Udienze…e la zona “sacra”, con le cappelline e lo “studiolo”.

Il palazzo fu ampliato verso la città, aprendosi così su piazza Ducale, come “un libro aperto”, divenendo così il “centro” della città. Il lato a Strapiombo sulla Valbona invece venne fortificato con la “facciata dei torricini”.La sua imponenza è ammirevole e si nota anche da lontano, secondo la volontà del principe per cui doveva rappresentare il grande prestigio della casata. Dopo il 1471 e la nomina di Federico a Duca e Gonfaloniere della Chiesa, il palazzo fu ulteriormente ampliato da Francesco di Giorgio, sotto i reggenti tra cui Guidobaldo da Montefeltro: le logge, le terrazze del Gallo, il Bagno del duca, il giardino pensile…Rimase incompiuto il Giardino del Pasquino, con il mausoleo Granducale, che fu inserito nella chiesa di S.Bernardino.

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Con lo scultore milanese Barocci le decorazioni degli interni si fecero ancora più sontuose, completate dagli arazzi alle pareti, oggi distribuiti in diversi musei all’estero. Nello “Studiolo”, impreziosito dai magnifici “trompe d’oeil”  e dalle celebri tarsie rinascimentali,si trovano le sigle F D e FE DUX(Federico Duca). Furono infine completate le merlature in stile medioevale…Per un certo periodo , nel 1600, divenne sede del Legato Apostolico e ospitò la Scuola del Libro, divenuta poi un museo.

Nella magnifica Galleria Nazionale delle Marche spiccano le più importanti e note opere del Rinascimento, firmate da artisti come Raffaello, Pier della Francesca, Paolo Uccello o Tiziano...Questo è solo l’inizio, per visitare Urbino…

Grazia Paganuzzi