Lo sfogo di Don Luigi : sono abbandonato dallo stato

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Don Luigi Merola è un parroco napoletano che in precedenza svolgeva la propria attività nel quartiere Forcella. E’ un prete che ha costantemente svolto onestamente il proprio lavoro ed è sempre stato in prima linea nella lotta contro la camorra, clan annessi.

La sua agonia è cominciata nel 2004 quando, pubblicamente, accusò i clan di Forcella dopo la morte di Annalisa Durante, una ragazza quattordicenne uccisa per errore durante un attentato. Da allora, date le minacce di morte ed essendo in pericolo di vita, i carabinieri gli diedero una scorta e l’uomo proseguì la sua attività di lotta e collaboratore di giustizia.

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Dopo 10 anni però, la tragica scelta: lo stato ha deciso di revocare a Don Merola la scorta, perchè non sarebbe più in pericolo di vita. Il parroco napoletano si sente abbandonato e perseguitato dallo stato italiano che non gli concede più di avere un’esistenza normale.

Proprio lo scorso 24 ottobre, il prete, di ritorno a Marano presso la sua abitazione in motorino, è stato affiancato da un’auto che l’ha seguito a lungo. Uno dei due uomini a bordo del veicolo poi gli ha intimato di scendere con fare minaccioso. Il parroco è riuscito a scappare e mettersi in salvo presso una vicina caserma dei carabinieri, ha denunciato la cosa aiutato anche dal fatto che le telecamere di sorveglianza hanno ripreso tutto. E’ un fatto isolato, ma altri e ben peggiori possono capitare ancora.

Il prete napoletano può avere una scorta per spostarsi, solo se avvisa i carabinieri un giorno prima. Ma questo potrebbe non bastare dato che può essere “giustiziato” in qualsiasi momento.

Nonostante questo, Don Luigi opera sempre nel napoletano e lotta ancora contro la camorra nel sostegno della legalità. Anche se sa che questo può costargli, presto, la vita.

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