La lente

Meglio seguire il buon senso che il cuore

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Caso Silvia Romano: ormai in Italia, tutto è diviso a metà. Non esiste un fatto di cronaca che non veda l’agitarsi di forze contrapposte e lo spedire al macero la capacità di analisi obiettiva, sui fatti e senza pregiudizi ideologici. Con la lente dell’ideologia e dello schieramento politico, appunto, si valuta ogni cosa. Prendiamo in esame l’ultima ragione di questa infinita contesa: Silvia Romano e il suo caso ancora misterioso.

La risposta di Silvia Romano su Facebook

Dopo una campagna becera d’insulti, che si è articolata specialmente sui social, la ragazza risponde così su Facebook: “Vi chiedo di non arrabbiarvi per difendermi, il peggio per me è passato, godiamoci questo momento insieme. Sono felice, perché ho ritrovato i miei cari ancora in piedi, grazie a Dio, nonostante il loro grande dolore. Perché ho ritrovato voi, tutti voi, pronti ad abbracciarmi. Io ho sempre seguito il cuore e quello non tradirà mai. Non vedevo l’ora di scendere da quell’aereo, perché per me contava solo riabbracciare le persone più importanti della mia vita, sentire il loro calore e dirgli quanto le amassi, nonostante il mio vestito. Grazie, grazie, grazie a tutti gli amici e le amiche che mi sono stati vicini con il cuore in questo lungo tempo e anche chi non era un amico, ma un conoscente o uno sconosciuto e mi ha dedicato un pensiero. A tutti coloro che hanno supportato i miei genitori e mia sorella in modo così speciale e inaspettato: scoprire quanto affetto gli avete dimostrato per me è stato ed è solo motivo di gioia, sono stati forti anche grazie a voi e io sono immensamente grata per questo“.

Il diavolo e l’acqua santa

Che dire? Da un lato, una giovane sempre sorridente, che è partita per andare a fare l’educatrice in uno sperduto villaggio del Kenya e dall’altra parte uno stuolo di burini ignoranti, privi del più microscopico senso d’umanità che, invece di gioire per la sua liberazione, si scatenano contro questo esempio vivente di vera cristiana, anche se è diventata musulmana. Da un lato, i diavoli, e dall’altra i santi o la santa.

Il bianco e il nero

Ma davvero il mondo è sempre così nettamente diviso tra chi è nella luce e chi è nella tenebra? Tra il bianco e il nero? La storia di Silvia Romano oramai la sappiamo ed è quella di una giovane idealista, una di quelle persone animate dai più nobili sentimenti che, tuttavia, sanno creare anche disastri, proprio per questa loro visione forse infantile della vita e non governata da chi dovrebbe farlo.

Quale ruolo per Silvia Romano?

Prima di tutto, qualche precisazione: “Silvia Romano non era una cooperante e, tecnicamente, neppure una volontaria, ma una neolaureata, inesperta, che è stata incautamente esposta a rischi enormi da chi l’ha mandata in un villaggio sperduto del Kenya senza la minima preparazione, la minima sicurezza e neppure il rispetto dei più elementari protocolli di cooperazione internazionale“. Lo afferma Daniela Gelso, che ha trascorso anni in Africa occidentale e centrale quale Project manager per conto di alcune delle principali Ong italiane, francesi e portoghesi.

Cosa è “Africa Milele”?

È stata citata da tutti gli organi d’informazione la Ong “Africa Milele“, quale responsabile dell’intervento educativo di Silvia Romano in Kenya; peccato che “Africa Milele” non sia una Ong ufficialmente registrata e aderente al progetto di cooperazione internazionale. Silvia Romano, a 23 anni e con un semplice visto turistico, che non le permetteva alcuna attività remunerata o volontaria, s’improvvisa messaggera di pace e aiuto nel mondo facendo giocare, perché di questo si tratta, i bambini del villaggio Chakama.

Nel caso specifico, “Africa Milele” è una associazione microscopica, non accreditata dall’AICS (Associazione Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo) e non iscritta a nessuna delle federazioni che contemplano quasi tutte le Ong italiane. Consultando l’organigramma, è una associazione a carattere famigliare, che suggerisce generiche azioni rivolte ai bambini per quanto riguarda la salute, l’istruzione, l’igiene, l’alimentazione. Non pubblica alcun bilancio, nessun rapporto annuale delle attività. Qualsiasi Ong seria assicura il suo personale in missione all’estero, avverte l’Ambasciata italiana sulla loro presenza e concorda i propri programmi con le autorità locali.

Un ingenuo progetto

Nulla da dire: l’Africa ha bisogno di tutto. Anche di chi trasferisce le attività del centro estivo sotto un baobab, ma a realizzare questo o altri progetti devono essere dei professionisti, coperti da un’assicurazione internazionale, con una attività inserita in strategie con obiettivi precisi e appoggiata da una solida organizzazione alle spalle. Silvia Romano si è comportata come una persona ingenua e infantile che un giorno decide di partire da sola per una zona depressa e di guerra, senza alcuna preparazione, senza alcuna esperienza e con l’idea che “quando saremo là, m’inventerò qualcosa per far sorridere questi poveri bambini“.

Il “Volunturismo”

Il mondo pullula di associazioni umanitarie fai-da-te con la pretesa di salvare il mondo e che raccolgono centinaia di ragazzi anche giovanissimi, interessati ad avere un’esperienza di solidarietà. Il fenomeno ha persino un nome: “volonturismo” e Silvia Romano ne è un esempio.

I terroristi hanno forse brindato…

Se non ci fosse stato il rapimento di Silvia Romano, tutta questa faccenda si poteva giudicare come un’avventura sconsiderata che, per fortuna, non aveva avuto incidenti e che, assolutamente, non doveva ripetersi, perché la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo… Invece, Silvia Romano è stata rapita da chi ogni giorno spera di poter sequestrare qualche sprovveduto occidentale e avere in mano l’arma del ricatto per approvvigionarsi di dollari. Quando i seguaci di al-Kaeda hanno visto arrivare Silvia Romano, devono aver brindato, anche se ad un musulmano osservante sono vietate le bevande alcoliche.

Le conseguenze

Questa esperienza che Silvia Romano ha voluto vivere in modo sconsiderato, ha messo in pericolo la vita di tutti coloro che si sono adoperati per liberarla e, se sarà confermato il pagamento del riscatto, è arrivata una notevole quantità di dollari a chi ci considera un “male” da estirpare dal mondo. Non solo, i soldi facili fanno gola a tutti ed ora i cooperanti veri saranno ancora più in pericolo, oggetto di possibili rapimenti a scopo di lucro.

Ormai la politica è solo spettacolo a caccia di consensi

Forse questo caso doveva essere trattato diversamente dal governo, senza usarlo come spot politico e di divisione, ma con la severità di un padre che fa comprendere ad una figlia una semplice regola di vita, che appartiene al mondo degli adulti: non si deve sempre seguire il cuore, perché il cuore non sbaglia mai. Si deve seguire il buon senso.

A proposito di buon senso, secondo alcune indiscrezioni pare che la giovane abbia intenzione di tornare in Africa appena il polverone sul suo caso sarà passato…


Massimo Carpegna

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