Michele Merlo si è spento a soli 28 anni per una leucemia fulminante non diagnosticata tempestivamente. Ora, il medico del 118 che lo rimandò a casa è in ferie forzate per alcuni giorni come riporta il Resto del carlino e la famiglia ha deciso di sporgere denuncia.
Michele si era recato in pronto soccorso mercoledì pomeriggio, accusando forti mal di testa e placche alla gola. Inoltre, come ha riferito il padre, il giovane presentava diversi lividi sul corpo (sintomo tipico della leucemia), ma i suoi sintomi sono stati scambiati per una infezione virale ed è stato rimandato a casa, con l’invito a “non intasare il pronto soccorso per due placche alla gola” (questo quello che aveva riferito anche lo stesso Michele alla fidanzata, in un messaggio su whatsapp).
Ora, emergono altri agghiaccianti dettagli sul calvario del povero ragazzo. Il medico che lo visitò, secondo la denuncia sporta dai genitori, lo avrebbe accusato di aver fatto uso di sostanze stupefacenti.
Il medico si difende: “Ho fatto tutto quello che dovevo fare”. Ma il padre risponde: “A Vergato lo hanno liquidato dicendo che intasava il Pronto soccorso, hanno sottovalutato le sue condizioni”.
L’indagine seguita dal procuratore capo Giuseppe Amato e del sostituto Elena Caruso, hanno aperto un fascicolo, al momento senza indagati, per omicidio colposo. Domani alle 9.15 in Procura verrà conferito l’incarico per l’autopsia. I Nas hanno acquisito l’intera documentazione clinica sia al Maggiore che a Vergato.











