Nepal, bambino vittima di un sacrificio umano

Nepal

Il piccolo, Jivan Kohar, 10 anni, viveva con i genitori contadini nel piccolo villaggio di Kudiya, tra Nepal ed India. Martedì scorso è stato rapito e sgozzato in un tempietto indù (secondo la Cnn che ha reso nota la notizia) oppure in un prato, da un gruppo di persone che intendevano liberare il figlio 18enne di un vicino dagli “spiriti maligni”.  Ram Baran, nonno del bambino, quello stesso giorno aveva partecipato ad una riunione in cui il padre del giovane “indemoniato” gli annunciò occorreva un sacrificio umano per scacciare gli spiriti da suo figlio, ma nessuno l’aveva preso sul serio. Tragico errore.

La polizia ha trovato il cadavere di Jivan lungo un fiume, poi ha arrestato 11 persone, tra cui il ragazzo “posseduto dagli spiriti”, Bijay Harijian, suo padre Kodai e lo sciamano del villaggio, Ganga, che avrebbe suggerito il sacrificio umano. L’esecutore materiale dello sgozzamento, avvenuto con un falcetto, sarebbe stato Kodai Harijian, mentre altri tre bloccavano la vittima a terra. I suoi assassini hanno avvicinato il bambino mentre giocava con alcuni amichetti, promettendogli un pacchetto di biscotti e 50 rupie, una cifra più che irrisoria da noi: 50 centesimi.

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Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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