Ninive, l’Isis distrugge bassorilievi e statue in un museo dell’odierna Mosul

Isis

L’azione di alcuni membri dello Stato Islamico contro i reperti archeologici dell’antica capitale assira di Ninive, città chiamata Mosul dopo la conquista araba, è stata ripresa in un video della durata di cinque minuti postato su Twitter. Uomini barbuti distruggono a martellate  e a picconate statue e bassorilievi conservati in un museo, alcuni dei quali risalgono ad oltre 3.000 anni fa. Tra le statue ve n’era una  della divinità mesopotamica di Nergal, il toro alato dio del calore solare, del fuoco, delle inondazioni e delle pestilenze. “Queste rovine dietro di me, sono quelle di idoli e statue che le popolazioni del passato usavano per un culto diverso da Allah”, dichiara un jihadista. “Il Profeta Maometto ha tirato giù con le sue mani gli idoli quando è andato alla Mecca. Il nostro Profeta ci ha ordinato di distruggere gli idoli e i compagni del Profeta lo hanno fatto quando hanno conquistato dei Paesi. Quando Dio ci ordina di rimuoverli e distruggerli, per noi diventa semplice e non ci interessa che il loro valore sia di milioni di dollari”, afferma.

La devastazione del museo segue di qualche giorno il rogo di 8.000 libri antichi “cristiani”, di manufatti, l’arresto dei librai che vendevano questi volumi e l’attentato a diverse chiese.

Loading...
Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).