“Quando li uccidiamo?” chiede Elena a Giovanni. Lui le risponde: “Lo faccio solo perché li odi”. Giovanni Limata poche ore prima che venissero redatti gli estratti dalle chat, aveva già detto agli inquirenti che era stata Elena a spingere a compiere il delitto.
Aldo Gioia è stato ucciso con ben quattordici (non sette, come si era inizialmente ipotizzato) coltellate. Lo hanno chiaramente confermato i risultati dell’autopsia. Ora i due sono in carcere e rischiano l’ergastolo per omicidio pluriaggravato.
Nei loro progetti pare vi fosse lo sterminio dell’intera famiglia ma per motivi ancora da accertare il piano non è stato portato a compimento.
Intanto, lo zio di Elena la difende: “Mia nipote plagiata, era una ragazza d’oro”. E la mamma afferma: “Voleva ucciderci tutti ma non la lascerò da sola”. La donna le aveva subito cercato un avvocato, rivolgendosi al suo legale di fiducia e chiamandolo poche ore dopo il delitto, nel cuore della notte. Ma l’avvocato ha rinunciato all’incarico e quindi Elena per difendersi dovrà fare ricorso a un avvocato che le verrà assegnato d’ufficio, come è già stato fatto per il fidanzato.











