L’uomo col pizzetto di cui Yara aveva paura come aveva confidato al fratello, era stato in palestra dieci volte prima che la ragazzina venisse uccisa. C’era stato, Massimo Giuseppe Bossetti – l’uomo fermato il 16 giugno perché ritenuto l’assassino di Yara – il lunedì e il mercoledì, tra le 17 e le 19.30, proprio i giorni in cui Yara Gambirasio si allenava. Questo nel periodo da inizio settembre a metà novembre 2010, come dimostrano i tabulati telefonici. L’idea di Bossetti era quella di instaurare un rapporto di “consuetudine”o “preconsuetudine”, come lo definiscono i carabinieri e la polizia, con la tredicennedi Brembate di Sopra, scomparsa mentre camminava dalla palestra a casa il 26 novembre 2010.












