A Pal.Isimbardi, sotto il cielo del Tiepolo…

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Nel cuore della metropoli milanese, si nascondono parecchi gioielli: uno di questi, affacciato su corso Monforte, è palazzo Isimbardi, appartenuta alla famiglia che gli diede il nome.
“A palazzo” si mangiava nella sala della Giunta, la loro sala da pranzo, dove oggi si tengono le riunioni della Giunta Provinciale.

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Molti sono gli elementi di pregio da notare, ma il più importante di tutti, il gioiello della antica residenza, è il “plafond” su tela di Giovanbattista Tiepolo, il celebre pittore veneziano del 1700, a cui si deve la meravigliosa volta affrescata del palazzo dei Vescovi di Wurzburg, in Baviera,  il suo più grande capolavoro. Il “plafond”, intitolato “Apoteosi di Angelo della Vecchia nel segno delle virtù”, fu acquistato nel 1954 dalla Provincia di Milano a Ginevra in una galleria d’arte, e rappresenta l’assunzione dell’eroe al cielo usando la tecnica del “trompe d’oeil”. Coì sono stati raffigurati in chiave allegorica la virtù e il vizio nei loro vari significati, in contrapposizione l’una all’altro: luce/tenebra, verità/menzogna, sapienza/ignoranza, mansuetudine/bestialità. Un altro gruppo allegorico rappresenta invece le scienze e le arti classiche: la pittura, la musica, l’astronomia e la letteratura.

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Sul fondo della sala, al centro di un camino in basalto nero, si riconosce lo stemma nobiliare della famiglia, in cui risaltano i gigli del re di Francia, che testimoniano la concessione del titolo nobiliare da parte di quest’ultimo. Su una consolle del Settecento, con specchiera in legno dorato, invece, si riconosce il bronzetto originale del famoso “Guerriero di Legnano”,di Enrico Butti, che alla fine dell’Ottocento volle con questo rendere omaggio alla famosa vittoria dei comuni lombardi sull’imperatore Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano del 1176.

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Un altro importante richiamo storico è offerto dalla scrivania in radica  di olmo e bronzo(prima metà ottocento), usata dall’odiato maresciallo Radetzky, nel difficile periodo in cui fu governatore militare del Lombardo Veneto e mandò a morte tanti giovani patrioti.

Sulle pareti,infine ,risaltano dipinti ad olio su tela, che rappresentano animali, piante e scene pastorali, originari del Settecento.Oggi secondo la critica sarebbero stati realizzati da un pittore fiammingo, Philipp Peter Ross, in italiano Rosa da Tivoli,  e testimoniano il diffuso gusto araldico dell’epoca.

Presso pal.Isimbardi dall’11 al 20 maggio 2016 si terrà la mostra “A chi parla l’Arte Contemporanea?”, mentre il 2 giugno saranno organizzate visite guidate.

Grazia Paganuzzi