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Palazzi del ‘600 e tanta storia ad Alessandria

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Ci accoglie una piazza luminosissima dai palazzi chiari interamente porticati che la cingono per intero ai quattro lati. All’interno li animano banchetti di fiori, antiquariato e locali di ristoro. Ci si avvia poi lungo le vie popolate di bei negozi, ma soprattutto di antichi palazzi del 1600, ricchi di portali decorati, loggiati quattrocenteschi, decorazioni marmoree…

Un po di storia
“Pare che Alessandria non sia stata fondata da un giorno all’altro come vuole la leggenda…”

Nacque nel 1100, mille anni fa, su un centro urbano preesistente, e chiamata “Civitas Nova”. La sua data ufficiale di fondazione risale però al 1168, in onore di papa Alesandro III°, da cui prese il nome, che stava combattendo il Sacro Romano Impero e aveva scomunicato Federico Barbarossa. Dopo la sconfitta di quest’ultimo, divenne un libero comune. Poi passò presto sotto la protezione dei Visconti e del Ducato diMilano.
All’inizio del1200, vi si stabilirono i Giudei, che vi fondarono una sinagoga.
Facciamo ora un salto di secoli: nel 1700 divenne dominio dei Savoia e dopo la battaglia di Marengo fu annessa alla Francia, come tutto il resto della regione. In seguito fu conquistata dagli Austriaci ed entrò a far parte del Regno di Sardegna. Incominciarono le insurrezioni: la prima ,il 10 marzo 1821, prese piede da Alessandria. Infatti la sua posizione era strategica e quindi importante.
Sul pennone della cittadella fu innalzata per la prima volta la bandiera tricolore, che sventolò sulle torri del forte…

L’episodio fu descritto dal Carducci nella poesia “Rime e Ritmi”:“Innanzi a tutti, o nobile Piemonte,…in Alessandria diè e l’aure primo tricolore, Santore di Santarosa.” Così divenne un importante centro liberale e un capoluogo di provincia. Crebbe molto anche nel ‘900 ma durante la Seconda Guerra Mondiale fu pesantemente bombardata e la sinagoga distrutta in buona parte. Si riprese nel dopoguerra sviluppandosi negli anni del”boom economico”. Una gravissima alluvione la colpì nel 1994, durante cui morirono 11 persone a causa dello straripamento del Tanaro.

Nel 1998 invece divenne sede dell’Università degli studi del Piemonte Orientale insieme a Novara e Vercelli.

Antichi palazzi e monumenti.

La piazza politicamente più importante è comunque piazza della Libertà, con il centrale Palatium Vetus, che nei sec.XIII°-XIV°, epoca dei comuni, fu il centro della vita amministrativa e giuridica della cittadina. In seguito assunse una funzione militare, ospitando il Corpo della Divisione. Con una facciata importante in stile barocco si presenta l’attuale palazzo del Municipio, o Palazzo Rosso, contraddistinto da un orologio a tre quadranti e, sulla cima, il galletto che fu sottratto dagli Alessandrini ai Casalesi nel 1225. L’edificio fu ricostruito parzialmente dopo i bombardamenti del ’44. L’imponente palazzo Ghillini, voluto dal marchese Antonio della omonima famiglia, invece, è sede della Amministrazione Provinciale e della Prefettura.

Sempre in stile barocco, appare particolarmente pregevole, mentre nel settecentesco palazzo Guasco, sono ospitati oltre all’Assessorato alla Cultura e quello del Turismo,anche la Biblioteca, l’Istituto per la storia della Resistenza e della Società Contemoranea e la Galleria d’Arte Moderna. Alcuni saloni del’700 sono in attesa di restauro. Procedendo, in piazzetta S.Lucia, si incontra il pal. del Pozzo, sede della Società del Casinò dal 1862 al 1868, mentre alla fine di via Dante si arriva all‘Arco della Trionfo, eretto nel 1768, in memoria della visita di Vittorio Amedeo III° e di Maria Antonia di Spagna, un raro esempio di arco del 1700.

Il ponte Cittadella è il più importante ponte di Alessandria che unisce le sponde del Tanaro.

Questi sono certamente i luoghi e gli edifici più importanti, ma Alessandria è popolata interamente, lungo le sue vie che si intersecano- le grandi con i vicoli più stretti e ombrosi- di palazzi antichi del ‘600-‘700, ricchi di architravi, decorazioni in marmo o in cotto, cancellate che paiono ricami, attraverso cui si intravvedono giardini fioriti di magnolie e palazzine d’altri tempi, sottoportici che conducono a sontuosi scaloni, per non parlare del campanile del Duomo, ricco di archetti e loggette, costruito tra la fine del 1800 e il 1922,fiero dei suoi 106 metri di altezza, il terzo più alto d’Italia, dopo quello di Mortegliano e il Torrazzo di Cremona. La più antica chiesa della città è invece S.Maria di Castello, situata nell’antico borgo Rovereto, in stile romanico, con portale rinascimentale.

Importante per le comunità cristiane di rito greco-bizantino è la chiesa di S.Gaudenzio Martire, eretta nel 1944,per le comunità romena,moldava, serba, bulgara, greca e per la minoranza serba della Croazia.

Grazia Paganuzzi

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