Palermo:mutilavano gambe e braccia arrestate due bande

Inscenavano falsi incidenti. In manette anche un avvocato

Le squadre mobili di Palermo e Trapani hanno arrestato 42 persone tutte appartenenti a una pericolosa organizzazione criminale specializzata nelle frodi assicurative. Sono accusati di
associazione a delinquere, truffa aggravata, lesioni aggravate, usura, estorsione, peculato e reimpiego.

Fratture per truffare le assicurazioni

Due bande criminali reclutavano disperati disposti a farsi mutilare pur di racimolare qualcosa per vivere. Cercavano uomini e donne giovani per mettere in scena falsi incidenti, offrivano 300 euro per una gamba, quattrocento per un braccio. Vere e proprie mutilazioni per poter intascare denaro, tutto a discapito di povera gente. Utilizzavano spranghe, dischi di ghisa, blocchi di cemento e anestetici di scarsa qualità.

Dalle intercettazioni è emerso che le mutilazioni erano circa una sessantina, le due bande piuttosto agguerrite volevano prendere più risarcimenti possibili dalle compagnie assicurative. Le cifre che incassavano non andavano alle vittime che si facevano fratturare come era stato promesso ma tutto veniva incassato dai vertici delle due organizzazioni.

L’organizzazione

L’inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Francesca Mazzocco, Andrea Zoppi, Alfredo Gagliardi e Daniele Sansone ha portato alla luce numerosi episodi di truffa alle compagnie assicurative. Tutto avveniva con la complicità di altri truffatori, 250 gli indagati tra cui un avvocato, Graziano D’Agostino, una praticante e alcuni periti assicurativi che curavano la parte legale degli incidenti.

L’organizzazione era ben strutturata. Nella prima fase reclutavano le vittime, poi procedevano con le fratture e subito dopo venivano portate nelle strade prescelte per la messinscena, dove già si trovavano i testimoni.

A quel punto veniva chiamato il 118. In ospedale poi entravano in scena altri complici della banda che si spacciavano per i parenti dei malcapitati, un modo per controllare che tutto andasse bene, soprattutto al momento del racconto della dinamica dell’incidente.  Dopo le dimissioni dall’ospedale, le vittime venivano assistite con una piccola paga giornaliera.

Le vittime

Le vittime reclutate erano perlopiù tossicodipendenti, persone con deficit mentali o affetti da dipendenza da alcool, e con grandi difficoltà economiche, attratti dalle promesse di facili e cospicui guadagni. A qualcuno era stato promesso anche un alloggio popolare, come anticipo del risarcimento. Un giovane tunisino, morì dopo tre fratture: dal ritrovamento di quel cadavere, in strada, era nata la prima inchiesta. Oggi, quell’episodio è stato ricostruito in tutti i suoi drammatici passaggi: gli avevano somministrato del crack per non sentire dolore.

Il questore di Palermo Renato Cortese ha dichiarato “Sono dettagli agghiaccianti quelli emersi dall’indagine, segno di un grande degrado morale. Ora, speriamo che questa indagine possa essere il punto di partenza per verifiche in tutta Italia, perchè il sistema delle truffe pesava in maniera pesante sulle assicurazioni“.

 

 

 

 

 

 

 

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