Pasqua a Verbania: dove è esplosa la primavera…

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Affacciata sulll’azzurrissimo lungolago con la vista dei dolci promontori da un lato, e il vicolo all’ombra di vecchi palazzi  dall’altro: è Verbania, che si estende sulla sponda piemontese del lago Maggiore o Verbano, da cui appunto il suo nome.

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In questa stagione Verbania pare rinascere a nuova vita: l’azzurro tra cielo e lago acquista una tonalità intensa, mentre esplode la meraviglia delle fioriture nei giardini delle antiche ville, tra cui si distinguono per fama e bellezza quelli di villa Taranto. La zona è verdissima, essendo ovunque circondata da montagne: a est il monte Rosso, mentre a nord sorge il parco Nazionale della Val Grande con il monte Zeda, il più alto con i suoi 2156 m.Appena fuori si trova la riserva naturale di Fondotoce, il cui fiume omonimo  la divide dal borgo di Intra, a nord-est.

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A Verbania la bellezza naturale e artistica si alternano ad ogni passo: alle ville d’epoca, residenze di villeggiatura dell’aristocrazia fino alla fine dell’Ottocento si affiancano pregevoli edifici religiosi. Tra questi, ad es., è l’Oratorio di S.Remigio,in stile romanico, situato sul promontorio della Castagnola,originario dell’XI°-XII°sec., a cui fu aggiunto un portico nel XIV. Tipicamente rinascimentale è invece la chiesa di Madonna di Campagna.ideata infatti da Giovanni Beretta da Brissago,sui resti di un antico edificio romanico di cui è rimasto tuttora il campanile.

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Passeggiando sul lungolago si incontra poi la Collegiata di S.Leonardo,sempre della stessa epoca. Il campanile alto ben 65 metri fu costruito in diverse fasi a partire dal XVI°sec. L’interno ha volte a crociera, che terminano con absidi a poligono. Al 1600 risalgono invece l’altare, il pulpito, il coro  e le sculture in legno, mentre il  magnifico organo del 1797 pare sia il più antico della cittadina. Nel Rione di Villa a Pallanza si trova poi la parrocchiale di S.Stefano, della seconda metà del XV°se., ma rifatta nel 1600: al suo interno è conservata l’Ara delle Matrone, un cippo romano in marmo Candoglia del I°sec.d.C., che riporta la scena di un sacrificio con epigrafe, dedicata dal liberto Narcisso all’imperatore romano Caligola. Sugli altri lati si possono vedere scene di danze rituali in onore delle dee.

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Tra le tante ville circondate di magnifici giardini,i più splendidi sono, come si è detto, quelli di villa Taranto. La loro storia incominciò nel 1931, quando il capitano scozzese Nei Mc Eacharm acquistò il terreno dalla marchesa di Sant’Elia,per poter realizzare un giardino all’inglese su suolo italiano. Vi vennero importate decine di piante rare ed esotiche provenienti da tutto il mondo. Il nome deriva dalla memoria di un antenato del capitano scozzese, nientemeno che il maresciallo Mc Donald, nominato Duca di Taranto da Napoleone.Oggi nel parco si contano circa 1000 piante e 20.000 specie di raro interesse…

Il Museo Storico Artistico del Verbano e quello del Paesaggio invece risiedono nel cinquecentesco palazzo Dugnani.Nel cortile di fronte al porticato si trovano ancora due lapidi romane della zona…Al suo interno, inoltre, vi sono ospitati, oltre alla gipsoteca dello scultore Paolo Troubetzkoy, affreschi lombardi dal XV°sec. alla prima metà del Novecento.

Così, tra la bellezza della natura in fiore e dell’arte ritornano la Pasqua e la primavera…

Grazia Paganuzzi

Sono una giornalista pubblicista dal 1991 laureata in Pedagogia, specializzata in turismo culturale: antichi centri storici e borghi d'arte, residenze d'epoca, castelli, mostre d'arte, storia e musica... Ho viaggiato in Italia, Area Mediterranea, Europa e Centr'America. Ho un mio sito: "voyagedart.com".
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