Perché leggere Impegno e disincanto in Pasolini, De Andrè, Gaber e R.Gaetano di Annibale Gagliani. Una presentazione a Roma ne spiegherà le ragioni!

L’autore salentino, nel suo Impegno e disincanto in Pasolini, De Andrè, Gaber e R.Gaetano edito da I Quaderni del Bardo Edizioni si inoltra magnificamente, in un Novecento letterario e cantautoriale

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Una presentazione a Roma ne spiegherà le ragioni! Intervento di Stefano Donno

Occorre un atteggiamento disincantato libero da illusioni, forse inattuale, forse umano troppo umano, per cogliere questo esemplare lavoro di Annibale Gagliani, lontano anni luce da certe pubblicazioni sull’argomento, piuttosto recenti ma pregne di omologazione e luoghi comuni.

L’autore salentino, nel suo Impegno e disincanto in Pasolini, De Andrè, Gaber e R.Gaetano edito da I Quaderni del Bardo Edizioni si inoltra magnificamente, in un Novecento letterario e cantautoriale e scrive un saggio importante e oserei dire quasi fondamentale su quattro grandi esponenti culturali del disincanto artistico e esistenziale che hanno fatto la storia della musica, del pensiero e dell’impegno artistico nel nostro paese: Pasolini, De Andrè, Gaber e Gaetano.

Non si tratta solamente di ritratti ma di un’analisi complessiva ed ermeneuticamente fondante su percorsi estetici e teorici di quattro grandi personalità italiane individuate come modelli da seguire per la costruzione di Umanesimo nuovo, composito nell’eterogeneità degli approcci, ma sistemico nell’intenzione di un possibile salto di paradigma per la costruzione di una Comunità Letteraria attiva, militante e poieticamente produttiva in seno alla cosa pubblica (ormai e tristemente da qualche tempo disertata da intellettuali e scrittori).

Ed ecco dunque che prende vita nelle mani di Annibale Gagliani, Pasolini, lo scrittore corsaro che prende a sberle la società e il suo tempo, l’eretico Fabrizio De Andrè, che lavorando di fino sui pensieri impervi dell’anarchia, prova la stessa nausea dello scrittore friulano, il socratico e velenoso Giorgio Gaber che non ha risparmiato con la sua musica il conformismo e la stupidità dilaganti in questo mondo governato dalla superficialità, e dulcis in fundo l’istrionico, polemico, integerrimo per onestà intellettuale Rino Gaetano, che per Annibale Gagliani, diventa un nuovo punto di riferimento per il futuro dell’intellighenzia nostrana che non può e non deve dimenticare il messaggio di questi quattro eccellenti eretici.

Scrive il critico e poeta Nicola Vacca sul libro di Annibale Gagliani in un suo recente intervento sulla rivista Senzaudio: “Impegno e disincanto è un viaggio straordinario in quel Novecento che ci manca. Un omaggio al disincanto, la migliore forma di ottimismo apparsa nella cultura. Ma è anche un invito a rimettersi in viaggio insieme a quattro profeti italiani. Sono loro i veri eredi della tradizione linguistico – poetica del Novecento. Quattro disillusi straordinari il cui pensiero lungimirante e anticonformista è necessario a questo nostro Paese che sta affogando nel fango.”.

ANNIBALE GAGLIANIMi sono chiesto dopo avere letto il libro di Gagliani, se fosse necessario in Italia affrontare di petto personaggi del calibro dei quattro protagonisti del saggio in questione, e soprattutto se questa pubblicazione potesse apportare un qualcosa in più rispetto ai fiumi di inchiostro versati in questi anni. La risposta è affermativa senza se e senza ma, perché la ricerca dell’autore ha generato un prodotto editoriale a muso duro, fortemente compatto, estremo e radicale insieme che dovrebbe essere letto nelle scuole e nelle università.

Incontro a Roma

Impegno e disincanto in Pasolini, De André, Gaber e R.Gaetano sbarca a Roma e abbraccia la famiglia di Rino Gaetano in una presentazione alla Libreria Hora Felix, in via Reggio Emilia – 89, domenica 7 aprile alle ore 18:00. A moderare l’incontro lo studioso di giornalismo e new media dell’Università La Sapienza, Matteo Ingrosso; interverranno, oltre all’autore, il giornalista e drammaturgo David Gramiccioli, il cinesta del centro sperimentale e di Cattive Produzioni Marco Mingolla e il critico musicale Vincenzo Area. La Rino Gaetano Band, rappresentata nell’occasione da Alessandro Gaetano (nipote di Rino Gaetano) e da Ivan Almadori, proporrà delle incursioni musicali durante la presentazione. La serata è dedicata alla memoria di Enrico Gregori, biografo di Rino Gaetano e responsabile della cronaca nera de Il Messaggero scomparso nell’autunno del 2018.

Annibale Gagliani nasce a Mesagne (BR) il 4 ottobre del 1992. Si laurea con lode in Lettere Moderne all’Università del Salento, dopo aver discusso una tesi sul linguaggio disincantato. È tra i vincitori della seconda edizione del Master in Giornalismo 3.0 di Nuovevoci Network, a Napoli. Comincia il suo sentiero narrativo ricevendo il premio della critica alla terza edizione del concorso letterario nazionale “Fuori dal cassetto”, per un racconto dedicato ai lavoratori dell’ILVA, “La vita è un viaggio favoloso”. Nel 2013 instaura una collaborazione con l’amministrazione del comune di San Donaci (BR) e diviene responsabile del laboratorio urbano “Officine Creative”, promotore della cultura di strada.

Nel 2014 costruisce e organizza, assieme al Professore Marcello Aprile, la rassegna universitaria di seminari rivoluzionari, “Cafè Barocco Revolution”, che registra cinque edizioni. Nel 2015 lavora come reporter per la web tv d’Ateneo dell’Università del Salento, The Box Tv. Alla fine dello stesso anno si distingue come narratore al Workshop giornalistico di Sportitalia, a Milano. Nel 2016 diventa responsabile della sezione culturale di «Leccecronaca.it», dove racconta vizi e virtù del Tacco d’Italia. Alla fine del 2016 avvia una collaborazione con «Rompipallone.it», curando una rubrica video che fonde l’arte al calcio: “L’arte del gusto calcistico”. Nello stesso periodo è corrispondente di Radio Dimensione Italia per il calcio internazionale, editorialista di punta per «Sport in Condotta» e ospite della trasmissione leccese Piazza Giallorossa.

Dal 2017 collabora con il «Nuovo Quotidiano di Puglia», raccontando l’ardente cronaca della provincia di Brindisi. Da gennaio 2018 narra di letteratura e politica per la rivista romana «L’Intellettuale Dissidente», e di musica e sport per il periodico «Contrasti». È conosciuto negli ambienti culturali salentini per le sue poesie anarchiche, che profumano di simbolismo e lasciano un sapore romantico sulle labbra. Tra i suoi modelli intellettuali, oltre ai Quattro Profeti del saggio «Impegno e disincanto», ritroviamo Albert Camus, Roland Barthes, Leonardo Sciascia, Eugenio Montale, Beppe Viola e Gianni Brera.

Stefano Donno / Tra i libri … Stefano Donno (1975) si laureato nel 2005 in Filosofia presso l’Università degli Studi di Lecce. Ha pubblicato: Sturm and Pulp (Lecce, 1998); Edoardo De Candia, considerazioni inattuali (Lecce, 1999); Se Hank avesse incontrato Anais (Lecce, 1999); Monologo (Copertino, 2001); Sliding Zone (Lecce, 2002); L’Altro Novecento – giovane letteratura salentina dal 1992 al 2004 (San Cesario, 2004); Ieratico Poietico (Nardò, 2008); Dermica per versi (Faloppio, 2009); Mendica Historia (con Sandro Ciurlia, Lecce, 2010); Corpo Mistico (Roma, 2010); Prezzario della rinomata casa del piacere (con Anna Chiriatti, Martignano, 2011); A Sud del Sud dei Santi a cura di Michelangelo Zizzi (Faloppio, 2013), Nerocavo (Copertino, 2014); Breve Commentario alla tavola Smeraldina (Lecce, 2017).

Nell’Arte – Ha esposto i suoi lavori di energetica mistica nella XIII Giornata del Contemporaneo per AMACI ((Associazione dei Musei d’Arte Contemporanei Italiani) nell’ottobre 2017 presso Overeco Academy and Workshop di Lecce; partecipa con i suoi lavori alla collettiva d’arte contemporanea a cura di Monica Ferrarini a Roma dal titolo “Nothing but Art” a Palazzo Velli Expò (27 settembre/3 ottobre 2017), partecipa con i suoi lavori alla collettiva d’arte contemporanea a cura di Monica Ferrarini a Roma presso Palazzo della Cancelleria Vaticana dal titolo “Immagini s-velate”(2/6 dicembe 2017); partecipa con i suoi lavori alla collettiva d’arte contemporena “Replay/il vizio dell’errore” a Giarre in Sicilia dal 7 al 17 dicembre 2017 a cura di Benedetta Spagnuolo. Dall’11 al 19 gennaio 2018 per la prima volta ha esposto i suoi lavori alla Fondazione Palmieri di Lecce. Partecipa al 38° Concorso d’arte contemporanea on line AD-ART. E’ inserito nell’edizione 2018 del Catalogo nazionale d’arte contemporanea L’Elite 2018 Artitalia Edizioni di Roberto Perdicaro e nell’Agenda degli Artisti 2018 edito dalle edizioni Libreria Bocca di Milano. Nel Maggio 2018 espone la sua prima personale lombarda alla Casa delle Art – Casa museo Alda Merini e nel luglio 2018 partecipa al “Premio Salento Arte” per l’Arte Contemporanea dove la giuria è presieduta dal Prof. Carlo Franza, Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea e Critico d’Arte de “Il Giornale” (La mostra si è tenuta a Lucugnano – Palazzo Comi)

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Lorita Russo
Sono l' Amministratrice e Responsabile Marketing di Quotidianpost.
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