Perché serve la dichiarazione di successione anche se non ci sono beni

Perché serve la dichiarazione di successione anche se non ci sono beni?

È obbligatorio presentare la dichiarazione di successione anche se non ci sono beni? Scopri cosa dice la legge, quando si può evitare e perché conviene farla comunque.

Molte persone, dopo la morte di un familiare, si chiedono se sia davvero necessario presentare la dichiarazione di successione quando il defunto non possedeva immobili, conti correnti o altri beni di valore.
La domanda è molto comune: “Se non c’è nulla da ereditare, perché devo fare la successione?”

La risposta è che, in alcuni casi, la dichiarazione è obbligatoria per legge, mentre in altri è opportuna per ragioni pratiche o di tutela futura.

Cosa prevede la legge

La dichiarazione di successione è regolata dal D.Lgs. 346/1990 e deve essere presentata entro 12 mesi dal decesso all’Agenzia delle Entrate. Serve a comunicare ufficialmente il passaggio dei beni e dei diritti dal defunto agli eredi e a calcolare le imposte dovute (di successione, ipotecarie e catastali).

Tuttavia, non sempre è obbligatoria.
L’articolo 28 del decreto prevede che non si deve presentare la dichiarazione se:

  • l’eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari;
  • il valore complessivo dei beni non supera 100.000 euro;
  • gli eredi sono solo il coniuge e/o i parenti in linea retta (figli, genitori).

In tutti gli altri casi, invece, la dichiarazione è necessaria.

Perché conviene farla anche quando non è obbligatoria

Anche se la legge consente di ometterla in certi casi, la dichiarazione di successione può comunque essere utile e prudente.
Ecco perché:

  1. Per dimostrare formalmente la qualità di erede
    Spesso serve per ottenere documenti, riscuotere somme residue o chiudere rapporti bancari e assicurativi.
    Le banche, ad esempio, non rilasciano fondi se non dopo aver visionato la successione.
  2. Per evitare problemi futuri
    Anche se oggi l’eredità sembra “vuota”, possono emergere successivamente beni o diritti non noti (ad esempio terreni, quote societarie, crediti).
    Senza la successione depositata, gli eredi avrebbero più difficoltà a rivendicarli.
  3. Per aggiornare registri e anagrafi
    In alcuni Comuni o enti, la dichiarazione di successione è richiesta per archiviare correttamente la posizione fiscale del defunto e chiudere eventuali conti tributari aperti.

Conseguenze della mancata dichiarazione

Se la successione è dovuta ma non viene presentata, si applicano sanzioni amministrative:

  • dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, in caso di evasione totale;
  • una multa fissa (da 250 a 1.000 euro) se non è dovuta imposta ma si è omessa la dichiarazione.

Inoltre, finché non viene depositata, non è possibile volturare eventuali beni immobili o gestire in modo regolare i rapporti bancari del defunto.

Il consiglio dell’avvocato

Anche se la successione può sembrare un adempimento inutile quando non ci sono beni, è sempre meglio verificare con un avvocato o un notaio se ricorrono le condizioni per evitarla o se conviene comunque depositarla. Spesso si tratta di una pratica semplice, che può evitare complicazioni e sanzioni future e conferire certezza giuridica agli eredi.

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