Polonia: continuano le proteste contro le leggi anti-aborto

Le manifestazioni polacche contro l'ultima legge antiaborto non accennano a fermarsi. Ora più che mai il Paese deve cambiare

In moltissimi continuano tutt’oggi a protestare contro la politica anti-aborto che il governo polacco ha intrapreso dagli ultimi mesi a questa parte.

Continuano le proteste

Non è questa la prima istanza di manifestazioni contro le decisioni governative: già negli scorsi mesi si erano infatti viste grandi marce di donne e uomini polacchi, contrari all’ultima legge approvata in materia aborto.
Quest’ultima limitava ulteriormente la libertà di decisione per le donne in gravidanza, le quali si sono viste tolta la possibilità di abortire un figlio anche in caso di gravi malformazioni.

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Le leggi polacche, per altro, non erano mai state libertine in merito. Come queste proteste dimostrano, l’ultima decisione è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

La Polonia è infatti da anni che si caratterizza come un paese estremamente conservatore.
Questo aiutato anche dal dominio sovietico precedente alla caduta del muro di Berlino e dalla seguente ingerenza religiosa in svariate tematiche politiche e sociali.

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Una generazione che rigetta la Chiesa

Secondo molti anche questa ultima legge nasce da questa contaminazione che la Chiesa ha sempre avuto sul governo polacco.
Si sta creando ora dunque un movimento di protesta non solo contro le istituzioni politiche, ma anche contro quelle religiose, viste in questi casi come troppo retrograde.
A dimostrazione di ciò uno studio di quest’anno ha dimostrato che men del 40% dei polacchi continua ad avere fiducia nella chiesa come istituzione.

Le manifestazioni stanno dunque uscendo dalla sola sfera politica.
Carolin Heilig, sociologa che negli scorsi anni ha studiato i cambiamenti del territorio polacco, ha definito il fenomeno come “una perfetta illustrazione del rigetto del potere della Chiesa“.

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Insomma le proteste polacche sono a tutti gli effetti il risultato di fenomeni storici e sociali che, nel corso degli anni, hanno portato la Polonia ad essere un Paese tutt’oggi radical-conservatore.
Sia la già discussa ingerenza religiosa che i partiti di destra stanno però mano a mano togliendo diritti alla società del Paese.
Quest’ultimo si vede ora invaso dalle proteste, che, nonostante l’entrata in vigore del nuovo ordinamento sull’aborto sia stata prorogata, non accennano a fermarsi.

Senza dubbio risulta difficile a un Paese, con un certo arsenale di valori, cambiarne alcuni. La sola connessione politica-religione è per molti un’usanza di tradizione e così come vi sono molti che protestano contro essa, vi sono altri che invece la sostengono.
Insomma, il cambiamento è difficile e non può attuarsi in pochi mesi.
Battaglie come quelle che si stanno svolgendo tuttora in Polonia sono però il giusto inizio affinché la possibilità di cambiamento possa rimanere una speranza.

Davide Zanettin
Davide Zanettin
Sono Davide Zanettin, ragazzo di 21 anni e studente presso l'università di Trento. L'interesse per il giornalismo e la mia passione nello scrivere nascono anzitutto dalla voglia di esprimermi, obiettivo che mi pongo sempre nei miei articoli con cui cerco di informare mantenendo la maggiore obiettività possibile.