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Pompei: riemerge un affresco di Priapo

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Pompei: riemerge un affresco di Priapo

Si torna a parlare di arte erotica ed in particolare di uno degli Dei della mitologia greca e romana.

Pompei torna a sorprenderci, nel cantiere dei nuovi scavi del Parco archeologico è stato ritrovato l’ingresso di una prestigiosa Domus su Via di Vesuvio. Le pareti sono finemente affrescate e decorate, all’ingresso si nota un Priapro, una divinità molto nota ai pompeiani, probabile figlio di Afrodite e Dioniso.

Chi è Priapo?

Priapo è una divinità romana e greca, simbolo della fecondità maschile e istinto sessuale. I Romani credevano che Priapo era il frutto di un amore illegittimo tra Zeus e Afrodite, e fu reso da Era (moglie di Zeus) un personaggio osceno.

Era anche custode e protettore della natura e giardini. Noto per la sua dote, la lunghezza del pene. Il gigantesco fallo di priapo era solo per ridicolarizzarlo, visto che il dio era impotente. Inoltre da Priapo deriva la malattia priapismo una condizione patologica nella quale l’organo resta sempre eretto causando dolore e nessun piacere.

Nelle case romane gli affreschi all’entrate e le statuette venivano usate come amuleti contro il malocchio. Mentre le vergini patrizie, prima disposarsi, pregavano Priapo, affinché la loro prima notte di nozze fosse piacevole.

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immagine realizzata da Parco Archeologico di Pompei.

Il grande progetto di Pompei

A Pompei sono iniziati i lavori di messa in sicurezza dei fronti di scavo, questi scavi stanno regalando ai cittadini di Napoli e del mondo dei nuovi affreschi e decorazioni. Uno in particolare fa parlare di sè, il Priapo della Dimora su via di Vesuvio.

Fa parlare di sè non solo perchè è la rappresentazione di una delle divinità più conosciute del luogo, è una raffigurazione dell’arte erotica tanto ricercata dai cittadini pompeiani. E’ il secondo ritrovamento che rappresenta questo soggetto, l’altro è il famoso Priapo della Casa dei Vettii.

La figura è intenta a soppesare il suo enorme membro con una bilancia, la leggenda narra che Hera, in preda alla gelosia per il rapporto tra Zeus e Afrodite, si sia vendicata trasformando Priapo in un mostro dai genitali enormi.

Leggi anche: Pompei, ritrovato l’ultimo fuggitivo dell’eruzione del Vesuvio

Un’allegoria dell’origine della vita

Questo affresco è un’icona contro il malocchio e favorisce la fertilità, portatrice di buoni auspici, ottimi affari e ricchezza. Subito dopo aver scoperto quest’opera ne sono state rinvenute altre, un ritratto femminile molto delicato trovato all’interno di un clipeo e una camera da letto raffigurante paesaggi marini, miniature di animali e nature morte.

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Immagine realizzata dal Parco archeologico di Pompei.

Percorrendo Via di Vesuvio in direzione sud è stata rinvenuta una fontana/ninfeo decorata con mosaici in pasta di vetro e conchiglie. Probabilmente la sua facciata era rivolta verso un giardino. Al di sopra di una delle colonne della fontana è rappresentato un uccello bianco.

Le dichiarazioni del direttore generale alla Soprintendenza di Pompei Massimo Osanna

Come si legge da una dichiarazione rilasciata ad Ansa del direttore generale alla Soprintendenza:

“La tutela a Pompei, condotta correttamente e sistematicamente sta portando a straordinari rinvenimenti. Ricerca, conoscenza (e dunque scavo), tutela e conservazione sono aspetti tutti strettamente connessi e non si possono portare avanti se non in maniera sistemica. Via di Vesuvio, da cui provengono i nuovi affreschi, via delle Nozze d’argento e via dei Balconi, dove in questo momento si concentrano i lavori di messa in sicurezza, sono stati in passato oggetto di crolli ripetuti e perdita di materiale archeologico (come il volto di Priapo). Interventi non sistematici fatti a posteriori, quando ormai il danno era avvenuto, hanno tamponato momentaneamente le criticità senza risolverle. Il progetto attuale è invece un imponente intervento caratterizzato da sistematicità e rigore metodologico che risolverà le criticità nel complesso, riprofilando i fronti di scavo per tutta la loro estensione”.

Continua Osanna Sebbene all’avvio di questi scavi tutti gli archeologi impegnati si aspettassero numerosi ritrovamenti in un’area non ancora scavata di circa 22 ettari. Le continue e importanti scoperte hanno decisamente superato ogni più rosea aspettativa e si possono preventivare ancora molti altri ritrovamenti nelle operazioni che continueranno a interessare un fronte di scavo di circa tre chilometri”.

Gli scavi comprenderanno circa 3 km di fronti, ossia 22 ettari di area di Pompei ancora da scavare.

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