Porto Flavia, la miniera sarda sul mare

un gioiello italiano a cielo aperto

Sul lato ovest della costa sarda, un tempo esisteva una miniera incastonata all’interno della roccia sul mare: Porto Flavia. E’ una piccola fessura sulla parete rocciosa delle scogliere calcaree che portava ai giacimenti dove si estraevano zinco, piombo e altre sostanze.

Un museo a cielo aperto custodito dall’UNESCO

Questa località è diventata oggi un museo a cielo aperto che racconta l’archeologia industriale della seconda isola italiana. Rientra nel Patrimonio del Parco Geominerario della Sardegna riconosciuto dall’Unesco, grazie al suo bagaglio storico che custodisce più di cinquant’anni di storia.

Minerali sardi esportati in Belgio, Francia e Germania

Prima che fosse costruito il porto, i minerali erano trasportati alla spiaggia su piccole imbarcazioni che partivano da Carloforte, un porticciolo a 30 chilometri di distanza dal loco.

Le sostanze che dovevano essere trasportate venivano immagazzinate all’interno di riviste o nelle stive per poi essere spedite in Francia, Belgio o Germania. A quel tempo il trasporto era un servizio molto costoso e lentissimo, spesso le barche affondavano ed era una gravissima perdita.

Vecelli, il creatore di Porto Flavia

Il proprietario delle miniere chiese all’Ingegnere italiano Cesare Vecelli di creare una soluzione a questo grosso problema. Vecelli fece un’ispezione alle coste di Masua e trovò un posto perfetto di fronte all’affascinante faraglione Pan di Zucchero.

Il mare di queste aree era profondo per le navi e protetto dal vento e dalle onde minacciose, inoltre i materiali potevano essere caricati direttamente dalle scogliere. Il porto fu costruito nel 1924 da Vecelli e lo chiamò ‘Flavia‘ in onore della figlia.

Dopo un’ispezione tra i cunicoli dell’ex miniera è possibile sostare sulla spiaggia circondata dal verde e poi visitare il Museo dell’Arte Mineraria di Masua e di Macchine di Iglesias.

Come visitare Porto Flavia?

E’ possibile visitare Porto Flavia con l’ausilio di guide turistiche. I biglietti vanno acquistati tramite: il sito ufficiale, la biglietteria dell’Ufficio del Turismo di Piazza Municipio e online.

Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell'Occidente e dell'Oriente - Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parlo correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico.Da sempre sostenitrice dell'arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano 'La Sicilia'. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto.Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo e si occupa di Digital Marketing e Traduzioni.
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