Progettavano attentati: fermato gruppo neofascista.

ROS

L’ordinanza del Tribunale di L’Aquila depositata il 17 Dicembre 2014 riguarda 44 persone, tutte indagate per associazione terroristica: hanno infatti promosso, costituito e organizzato un’associazione denominata “Avanguardia Ordinovista”che si richiama agli ideali del disciolto movimento politico neofascista “Ordine Nuovo”. Progettavano attentati contro Equitalia, magistrati, forze dell’ordine e politici. Il leader è Stefano Manni, un ex sottufficiale dei carabinieri al centro dell’indagine del Ros dal 2012.

Sono finiti in carcere su disposizione della magistratura dell’Aquila: Stefano Manni e Marina Pellati,residenti a Montesilvano (PE); Pietro Mastrantonio, domiciliato presso il Progetto Case di Collebrincioni (AQ), Luca Infantino, residente a Legnano (MI), Emanuele Pandolfina del Vasto, residente a Pescara, Franco Montanaro, residente a Roccamorice (Pe), Franco La Valle, residente a Chieti, Maria Grazia Callegari, residente a Pino Torinese (TO),  Franco Grespi e Ornella Garoli, entrambi residenti a Gorizia, e Katia De Ritis, residente a Lanciano. Ai domiciliari Marco Pavan, residente a Piombino Dese (PD), Luigi Di Menno, residente a Villamagna (CH), e Monica Malandra, domiciliata presso il Progetto Case di Collebrincioni (AQ).
L’attività investigativa, iniziata nell’agosto del 2012, si è da subito concentrata su Stefano Manni. 48 anni, ex sottufficiale dei carabinieri “congedato per infermità dopo oltre un decennio di servizio attivo”: è lui il capo indiscusso dell’organizzazione che “si identifica con la sigla Avanguardia Ordinovista (nella propria dimensione clandestina) e quale Centro Studi Progetto Olimpo, scuola politica di area Neofascista”.
Dall’ indagine denominata Aquila Nera emerge non solo l’importanza della figura di Stefano Manni, ma anche quella di Rutilio Sermonti, 93 anni, ex appartenente al movimento Ordine Nuovo e una delle figure più importanti nel panorama degli intellettuali di destra in Italia.
Durante la conferenza stampa il Procuratore Capo dell’Aquila, Fausto Cardella, elogia il lavoro svolto dai carabinieri del Ros e parla di “un’indagine straordinaria” fatta di agenti infiltrati e di intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali che hanno permesso di sgominare un’ organizzazione che, tra le altre cose, si stava rifornendo di armi “recuperandone alcune sotterrate dopo l’ultima guerra mondiale” e “acquistandone altre in Slovenia tramite contatti locali”.
C’era poi una rapina, già pianificata, ai danni di un noto architetto di Pescara, collezionista di armi, che nel suo appartamento custodiva 21 fucili da caccia e una pistola. Il colpo, che sarebbe dovuto avvenire nella prima settimana di dicembre, non è stato portato a termine perchè il 3 dicembre, con il pretesto di un controllo a campione, i carabinieri hanno sottoposto a sequestro le armi dell’architetto pescarese perché non erano custodite in un armadietto blindato, sottraendole in questo modo alla banda.
Ascoltare le intercettazioni e leggere ciò che veniva pubblicato su Facebook dal gruppo neofascista (si può trovare un post significativo a pag. 11 dell’ordinanza) lascia senza parole: cosa dire, ad esempio, sull’idea di colpire obiettivi come banche, Questure, Prefetture e uffici di Equitalia “con la gente dentro” e “contemporaneamente a Pescara e a Milano”, per avere più risonanza mediatica?

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Nata a Pescara nel 1983, Chiara si laurea in “Letteratura, Musica e Spettacolo” a Roma nel 2007. La laurea magistrale in “Letteratura e lingua. Studi italiani ed europei” arriva nel 2009, anno in cui ha le prime esperienze come educatrice. Attualmente è impegnata, tra le altre cose, nell'ambito dell'insegnamento dell'italiano a studenti stranieri.