Società e cultura

Puglia: arrivano i droni per sconfiggere la Xylella il killer degli ulivi

article-post
Aggiungi QuotidianPost tra le tue fonti preferite su Google

Un nuovo progetto per sconfiggere la Xylella con l’uso di droni e sensori termici in grado di rilevare rapidamente dall’alto il batterio che ha causato la moria di migliaia di ulivi in Salento. Da quanto è stata scoperta la Xylella nell’ottobre del 2012 ha distrutto migliaia di ettari e continua ancora oggi con gli ulivi nel barese trovati infettati a Locorotonto.

Progetto Redoc contro la Xylella

Il progetto chiamato Redoc (Remote Early Detection of Xylella) messo a punto dal distretto tecnologico aerospaziale DTA della Puglia prevede l’uso dei droni dove ha un laboratorio tecnologico presso l’aeroporto di Grottaglie e finanziato dal Mise. Per 36 mesi Redoc consentirà l’acquisizione, trasmissione, archiviazione, elaborazione e condivisione dei dati telerilevati con sensori digitali montati su satellite, aereo e droni e piattaforme terrestri in grado di individuare già le prime piante infette prima che emergano segnali evidenti del batterio.

Proprio con il rilevamento precoce si spera di poter distruggere l’agente patogeno che spesso non ha sintomi. L’uso di sensori iperspettrali e di camere termiche messi a disposizione dal Cnr consentirà il monitoraggio di migliaia di superfici di chilometri quadrati di oliveti e con un sistema di software si avrà la condivisione e l’utilizzo dei dati e i suoi risultati.

Il presidente del Dta,Giuseppe Acierno ha spiegato “Questi sistemi sono in grado dunque di identificare precocemente le piante infette, di individuare rami e branche infetti attraverso la elaborazione di immagini da drone e di sviluppare i servizi di navigazione“. “Il vantaggio è nella possibilità di contenere più efficacemente il patogeno e di risparmiare sui costi di monitoraggio e campionamento degli olivi infetti, attività riprese per l’anno 2020 – dopo una lunga pausa per via delle procedure necessarie – soltanto da poche settimane, e affidate all’Arif, agenzia regionale forestale. E Redoc vuole superare i limiti di questa attività che identifica solo le piante che presentano segni evidenti di disseccamento, comporta costi sostenuti, con quasi 150 agenti fitosanitari, ed i risultati del monitoraggio sono legati alla diversa competenza e attenzione del personale ispettivo durante le fasi di verifica“.

Potrebbe interessarti anche