Il referendum unghrese manca il quorum

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Il referendum di ieri in Ungheria non ha raggiunto il quorum necessario per essere convalidato ma la questione sull’accoglienza dei migranti è tutt’altro che sopita, anzi se possibile è diventata ancora più scottante e intricata di quanto già non fosse. Il Primo Ministro Orban, già famoso per le sue posizioni dichiaratamente contro i migranti e per la costruzione di un muro alle frontiere, ha detto alla stampa che non si fermerà perché l’Ungheria non può permettersi di accogliere altri stranieri.

Nonostante il quorum non sia stato raggiunto più del 90% dei votanti ha detto un chiarissimo no all’accoglienza e il governo di Budapest vuole fare pesare questo risultato alle prossime importanti riunioni delle autorità comunitarie perché si rendano finalmente conto che non possono imporre ai governi e ai popoli degli Stati membri di farsi carico di più migranti se questo è contrario alla volontà popolare. Gli ungheresi, anche coloro che si dichiarano a favore dell’Unione Europea, non sono disposti ad accettare nuovi arrivi di stranieri sul loro territorio perché temono che per finanziare il mantenimento dei nuovi arrivati il governo sia costretto ad imporre nuove tasse e che a lungo andare i migranti graveranno troppo sul sistema di welfare e ruberanno posti di lavoro preziosi.

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Le posizioni xenofobe di Orban sono sempre state molto criticate dalle autorità comunitarie, soprattutto la proposta di mettere tutti i richiedenti asilo su un’isola per valutare con calma le loro richieste di accoglienza, ma non si può non tenere conto che anche il popolo ungherese in larga parte appoggia le idee del Primo Ministro e lo ha fatto chiaramente capire con il referendum di ieri. Il non raggiungimento del quorum ha fatto tirare alle autorità di Bruxelles un sospiro di sollievo, ma la questione della crisi migratoria non può di certo essere archiviata senza tenere conto del fatto che non solamente in Ungheria ma in quasi tutti gli Stati membri dell’Unione i movimenti politici di estrema destra nazionalisti e xenofobi stanno riscuotendo sempre più successo.

Il referendum di ieri, se le autorità comunitarie non riusciranno al più presto a trovare soluzioni condivise e serie per arginare la marea umana di rifugiati che bussano alle porte dell’Unione, rischia di scatenare un pericoloso effetto domino che può portare anche alla fine della stessa Unione Europea così come la conosciamo oggi.

Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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