Roma, siti archeologici e monumenti aperti ai matrimoni civili

Colosseo

Manca davvero poco all’uscita di scena di Ignazio Marino come sindaco di Roma, ma prima il capogruppo Fabrizio Panecaldo e l’assessore al Commercio, Marta Leonori, hanno voluto presentare alla giunta un regolamento comunale che consente la celebrazione di nozze civili presso altri siti storici, chiese sconsacrate, ville, giardini e stabilimenti della Capitale. Di solito vengono celebrate soltanto nelle sale Rossa e Azzurra del Campidoglio, a Villa Lais e nel complesso Vignola Mattei. In seguito, chissà, sarà possibile anche al Colosseo, con il permesso dei Beni Culturali.

I luoghi che sarà possibile adibire a matrimoni, dovranno avere una certa importanza storica culturale o turistica, essere aperti al pubblico ed essere già idonei per ospitare l’evento. In caso siano sottoposti a vincolo, bisognerà sentire la Sovrintendenza. Il comune lancerà poi un bando annuale per stabilire le sedi disponibili e una tariffa per i privati accreditati in convenzione.

Loading...

Non a tutti però l’idea piace, anzi. E’ stata lanciata addirittura una petizione su chane.org/marino, già firmata da 50.000 persone, per chiedere al sindaco di tornare sui suoi passi. Nel pomeriggio di ieri Marino ha ricevuto il promotore e primo firmatario, Daniele Dezi.

 

.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
Potrebbero interessarti anche