Roma

Roma, siti archeologici e monumenti aperti ai matrimoni civili

Colosseo

Manca davvero poco all’uscita di scena di Ignazio Marino come sindaco di Roma, ma prima il capogruppo Fabrizio Panecaldo e l’assessore al Commercio, Marta Leonori, hanno voluto presentare alla giunta un regolamento comunale che consente la celebrazione di nozze civili presso altri siti storici, chiese sconsacrate, ville, giardini e stabilimenti della Capitale. Di solito vengono celebrate soltanto nelle sale Rossa e Azzurra del Campidoglio, a Villa Lais e nel complesso Vignola Mattei. In seguito, chissà, sarà possibile anche al Colosseo, con il permesso dei Beni Culturali.

I luoghi che sarà possibile adibire a matrimoni, dovranno avere una certa importanza storica culturale o turistica, essere aperti al pubblico ed essere già idonei per ospitare l’evento. In caso siano sottoposti a vincolo, bisognerà sentire la Sovrintendenza. Il comune lancerà poi un bando annuale per stabilire le sedi disponibili e una tariffa per i privati accreditati in convenzione.

Non a tutti però l’idea piace, anzi. E’ stata lanciata addirittura una petizione su chane.org/marino, già firmata da 50.000 persone, per chiedere al sindaco di tornare sui suoi passi. Nel pomeriggio di ieri Marino ha ricevuto il promotore e primo firmatario, Daniele Dezi.

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